domenica 8 giugno 2014

Week 23/14


  • Pink steam - Sonic Youth (Rather ripped, 2006) Ascoltai Rather ripped per la prima volta assieme ad un'amica nel luglio del 2006, e quando arrivammo a questa canzone sentimmo il bisogno di guardarci in faccia e dire qualcosa. Allora, un pò imbarazzati senza neanche sapere perchè, ci dicemmo a vicenda: beh, dai, è chiaro che sono nella parabola discendente, però questo pezzo è bello. In realtà, questo pezzo, non è bello. Questo pezzo è magnifico. Come magnifico è l'intero album. Come magnifico è, più o meno, tutto ciò che i Sonic Youth hanno scritto e pubblicato nella loro cosidetta e snobbata quarta fase, ovvero quella che va da Washing machine in poi. Solo che ci abbiamo messo otto anni per capirlo. E per capire che, ciò che quel pomeriggio d'estate provocò imbarazzo a me e alla mia amica, fu constatare che i Sonic Youth avessero smesso di scrivere e suonare cazzatine come Sugar Kane, Goo e Waist. Com'era logico che fosse per dei cinquantenni newyorkesi devoti all'avanguardia, e contemporaneamente devastante per due ventisettenni di provincia devoti allo sballo.
  • Join the dots - Toy (Join the dots, 2013) Mi odierete, e mi odio anche io, perchè non mi piace sbandierare al mondo le mie debolezze, ma ormai di gruppi così ne escono fuori meno di uno all'anno, ed è meglio goderseli fino in fondo, anche perchè poi, generalmente, nel giro di quello stesso anno, tendono a perdersi, o a sparire, o a perdersi per poi sparire. E quindi, cari miei, aspettando di vederli live a Zanne 2014, con ancora il sapore in bocca del loro meraviglioso e vagamente psichedelico esordio, mi approccio con fiducia al loro (di sicuro) meraviglioso e vagamente kraut secondo album. Poi, vi giuro, vi farò sapere su queste pagine.
  • I see you - Horros (Luminous, 2014) No, perchè poi, i prossimi, secondo la logica, dovrebbero essere questi Horrors, che in fin dei conti, dei Toy, sono come dei fratelli maggiori. Forse più '80s che '60s (anche se secondo me loro non lo sanno), ma l'idea musicale è quella. Quindi, se vogliamo ricapitolare, i Toy hanno spodestato i Day Ravies che, per spodestare i Suuns, se l'erano vista con gli Swirlies e Julie Ruins. Ora gli Horrors, che, lo dico chiaramente, se la dovranno rivedere con gli Swirlies, spodesteranno i Toy o verranno sopraffatti da Popstrangers e dagli stessi Julie Ruins? Dio, è inutile che lo nego: non solo sono un cazzo confuso, ma sono anche un'entusiasta bandieruola al vento!

mercoledì 4 giugno 2014

La tripletta di un uomo d'onore. La tripletta di Marco Vitale

E' stato il primo a promettermela, la tripletta, e anche se non è stato il primo a fornirmela, chi se ne frega? E' un onore per me ospitare in queste sgualcite pagine le tre canzoni di un uomo la cui esperienza di vita e di musica non potrei eguagliare, io, neanche in tre vite. Un uomo che ha masticato pessima new wave, atroce rumore, esasperante elettronica minimalista. Un uomo che ha girato, errato, vagato e che poi, a sorpresa, è tornato al nido. Signore e signori, con grande affetto, la tripletta di Marco Vitale!
  • Dead souls - Joy Division (Still, 1980) Una gita scolastica e un libro con una copertina nera. Chissà dov'è finito ora. Le mie prime traduzioni dall'inglese e questo pezzo fatto di alternanze di malinconia e disperazione, rumore e cadenzata eleganza. Da queste parti, si pongono le basi di futuri decenni di inquietudini in musica.
  • Svefn-g-englar - Sigur Ros (Agaetis Byrjun, 1999) Datemi una stanza con una terrazza. Da li posso ammirare un paesaggio sterminato, solitario, illuminato da una gelida luce. Ma l'aria è tersa, mi viene voglia di uscire, camminare fino a perdermi sulla linea dell'orizzonte, verso il silenzio.
  • Il veliero - Lucio Battisti (La chitarra, il contrabbasso, la batteria eccetera, 1976) Hanno detto che questo è un prototipo di house music. Hanno anche detto che Flea l'ascoltava ripetutamente durante le sedute di Blood Sugar Sex Magic. Non so se queste cose siano vere, ma di certo perdersi nella sezione ritmica, qui, è puro piacere. Della serie: se Battisti fosse nato ad altre latitudini...

domenica 1 giugno 2014

Week 22/14


  • Bright white shimmering sun - Toy (BBC sessions, 2012) Avete presente quando, nell'ultimo post dedicato ai Toy, quello datato week 13/14, prima mi lamentavo di non aver potuto vederli dal vivo a Bologna e poi dichiaravo che sicuro sicuro quest'estate li avremmo visti proprio da queste parti? Beh... non prendete nessun impegno per il 18 luglio e non lasciate la città!
  • I wish I was someone better - Blood Red Shoes (Box of secrets, 2008) Non c'è niente di peggio di quando un gruppo ti sta sulle palle e non sai spiegare perchè! Anzi, no, fermi tutti, c'è di peggio: quando un gruppo ti sta sulle palle, non sai spiegare perchè e, appena un attimo prima di massacrarlo senza motivo nel tuo piccolo e umile spazio sul web, scopri che, non solo alla chitarra c'è una donna, ma che per giunta è una fica della madonna! I love you, Laura - Mary Carter! I love you Blood Red Shoes!
  • Wolf like me - TV on the Radio (Return to Cookie Mountain, 2006) Ho fatto un sogno fantastico: qualcuno mi intervista in quanto autore del più importante blog musicale del mondo intero e, ad un tratto, mi chiede quali sono i miei gruppi preferiti dei 2000. Allora io, avvolto nel mio scialle di seta, faccio finta di pensarci su, e poi rispondo che, fra gli altri, amo molto i TV on the Radio. Quindi, il pover uomo, colmo di imbarazzo a causa del mio carisma, continua l'intervista chiedendomi perchè, perchè proprio i TOTR. Allora io, con aria stupita, quasi offesa, non rispondo niente, alzo solo un sopraciglio. Poi tossisco, batto le mani due volte e mio cugino, fino a quel momento addormentato ai piedi del mio umile trono, si alza di scatto, corre verso lo stereo e preme play. Dalle casse viene fuori il nervosissimo ritmo tribale di Wolf like me, la voce nasale di Tunda, i cori alla Beach Boys. La stanza si riempie di elettronica invisibile su tappeti rock. E mentre mio cugino torna ad accucciarsi ai miei piedi, io guardo il pover uomo, ancora grondante sudore ma inevitabilmente innamorato di me, e con aria affabbile, amorevole, calda gli chiedo se, adesso, gli è tutto chiaro.

domenica 25 maggio 2014

Week 21/14 - una tripletta nostalgica V

  • Useless - Depeche Mode (Ultra, 1997) Non che abbia intenzione di schiattare oggi, l'ho già detto e ridetto proprio su queste pagine. Però è arrivato il momento di pensarci, ed io ho bisogno di essere sicuro di una cosa: che quando sarà il momento, fra un giorno, un mese o cento anni, ci sarà qualcuno che si prenderà la briga di fare una colletta per pagare al buon Dave Ghan il viaggio in aereo e una notte in b&b, in modo da poter essere presente al mio funerale e cantare a cappella la mia Useless, mentre tutti i presenti piangeranno e si strapperanno i capelli. Poi dovrebbe aggiungere qualche parola su quanto ero fico, sensibile e amato dal popolo catanese tutto, stringere qualche mano, sorridere e piangere un pò, se possibile. Una trentina di euro dovrebbero bastare. Ok? Grazie...
  • Beetlebum - Blur (Blur, 1997) So che farò irritare molte persone, ma mio cugino la pensa come me, e quindi mi sento molto sicuro: prima di quest'album, non è che i Blur avessero fatto chissà che cosa: alcune splendide canzoni, si, veri e propri colpi di genio e sgambettanti singoli per bruciare i neuroni nel cervello, ok. Ma non è che avevano mai esattamente scritto un albumone. Poi, all'improvviso, sale in cattedra di prepotenza il freak Graham Coxon, e tutto cambia. I Blur cambiano. I suoni cambiano. Demon Albarn, soprattutto, cambia. I nuovi Blur, che si annunciano con Beetlebum, sono come amici delle elementari che rivedi solo dopo vent'anni: li riconosci, ti fanno sentire a casa, certo, ma sono inevitabilmente e giustamente cambiati per diventare, finalmente, splendidi uomini e splendide donne.
  • Gone - U2 (Pop, 1997) Io ho sempre detto: Gone è l'ultima grande canzone degli U2. Mio cugino ha sempre risposto: U2 chi?

domenica 18 maggio 2014

Week 20/14


  • Columbia - Oasis (Definitely maybe, 1994) Questa canzone non è male, davvero, ma certo non brilla per originalità o personalità. Eppure sembrerebbe che, lei da sola, nel lontano 1994, riuscì a trascinare l'album da cui era estratta fino a vendere più di 2 milioni di copie in pochi mesi, rendendolo così l'album d'esordio di una band inglese più venduto nel minor tempo di sempre (ma che cazzo vuol dire?). Ad oggi, ha superato le 10 milioni di copie. Inoltre, sembrerebbe che, di conseguenza a queste vendite inaspettate quanto inappropriate, fu proprio Definitely Maybe a tappare l'enorme buco lasciato dai My Bloody Valentine nelle finanze della Creation a causa delle registrazioni infinite del loro Loveless del 1991. E ad essere sinceri, ora che ci penso, questo è l'unico motivo per cui questa canzone sciatta e già sentita compare oggi in queste pagine.
  • What else could they do - Popstrangers (Antipodes, 2013) Anche questa canzone non è che sia proprio originale, però è piena zeppa di personalità, dall'inizio alla fine. Inoltre, l'album da cui è estratta, non ha venduto milioni di copie, e di conseguenza non ha offeso il buon gusto di nessuno (nella fattispecie, me!). Motivo per cui la sua presenza su queste pagine, oggi, è più che giustificata e ben accetta!
  • E' solo febbre - Afterhours (I milanesi ammazzano al sabato, 2008) E mentre tutti cominciano a spalmarsi nudi sulle spiagge, a tenere addosso gli occhiali da sole fino a tardi e a sorseggiare Martini on the rocks facendo finta che l'orario di cena non debba arrivare mai e che la vita sia solo un lungo lungo lungo aperitivo sospeso nel tempo... io sto a casa con la febbre a scrivere triplette del cazzo, sperando che non spari troppe cazzate! A maggio, la febbre! Ma che cazzo...

giovedì 8 maggio 2014

Week 19/14 - una tripletta per una vita a sud


  • 'U pizzu - Flor (Aria, 1995) "..e nun parrari cu nuddu picchì, picchì tantu nun cancia, tantu 'ni runi, tantu 'na dari, tantu 'ni runi, tantu 'na dari, tantu 'ni runi, tantu 'na dari, tantu 'ni runi, tantu 'na dari, tantu 'ni runi, tantu 'na dari, tantu 'ni runi, tantu 'na dari e cecchi 'pavari...".
  • Dimmi addio - Teatro degli Orrori (Il mondo nuovo, 2012) "Dimmi addio, dimmi che non sono più io, mi sono allontanato dal tuo cuore e tu non hai saputo far nient'altro che... che dirmi addio e mi vien da ridere mentre mi sento morire, ma quanto è vero iddio, voglio vivere ogni giorno tutta la mia vita".
  • Camera a sud - Vinicio Capossela (Camera a sud, 1994) "Mescimi il vino più forte più nero, talamo d'affanno, occhio del mistero, olio di giara, grilli, torre saracena nell'incendio della sera, e uscire di lampare lentamente nel mare, bussare alle persiane di visioni, e di passi d'anziani".

sabato 3 maggio 2014

Week 18/14

  • Finchè puoi tu balla - La Governante (La nouvelle stupefiante, 2014) Lo so che mi entusiasmo facilmente, eccome se lo so. E so anche che io, in fin dei conti, sono sempre di parte. Vi racconto questa: la settimana scorsa ho incontrato Kiodo e Barabba. Mi hanno raccontato, avvolti nei loro soliti sorrisi sornioni, che tre quinti dei meravigliosi Alchera (cioè loro due e Sergiolino) sono adesso tre quarti dei nuovissimi La Governante. Mi hanno spiegato che hanno un sound diverso, un nuovo cantante e tante novità. Poi mi hanno parlato dei lavori nuovi, dei live, dell'album che è in lavorazione. E proprio a tal proposito poi, conoscendomi bene gli stronzi, hanno cominciato a sventolarmi sotto al naso l'mp3 del singolo Finchè puoi tu balla. Beh, lo ammetto, ho cominciato a saltellare e a scodinzolare e a sbavare tutto intorno come un cagnolino. Sempre il solito entusiasta, ho pensato, sempre il solito di parte. Tornando a casa, ero quasi irritato con me stesso. Quando però, dopo aver caricato il brano su iTunes, l'ho suonato a tutto volume anche se erano le tre del mattino, ecco cosa è successo: non solo mi sono emozionato, ma ho cominciato proprio ad ululare. E per quanto io possa essere facile all'entusiasmo, per quanto possa sempre essere clamorosamente di parte, vi giuro che questo non mi era mai, mai successo proprio con nessuno!
  • Ox scapula - Polvo (Cor-crane secret, 1992) Non so bene perchè mi ostini a professarmi amante del math rock. Ammetto che la dimensione live è tutta un'altra cosa, ma i dischi math mi annoiano a morte. E' da mesi che ascolto Cor-crane secret e l'unico motivo per cui potrei, con grande sforzo, apprezzare questa Ox scapula, è che nessuno ci canta sopra. Ma forse, anche perchè dura solo un minuto e quarantuno secondi...
  • To here knows when - Rachel Zeffira (The deserters, 2012) ...zzz... ...zzz... ma dico... zzz... zzz... ma ce n'era proprio bisogno... zzz... ma davvero, davvero?... ...zzz... ma perchè?... zzz...