domenica 28 ottobre 2018

Week 42-43/2018 - La fine dei trent'anni...

  • Skies over Cairo - Django Django (Django Django, 2012) Mi ci sono imbattuto per caso, ma sto video collage Cleopatra - Django Django mi fa moriri... finalmente, dopo aver visto ciò, sono pronto ad archiviare l'album che si, è carino, ma alla lunga è risultato un po' noioso...
  • A hunger artist - Girls Names (Arms around a vision, 2015) Diciamo che, a proposito di video, questo di A hunger artist, o meglio, l'inizio di questo video, è l'unica cosa che mi fa sorridere ascoltando non solo la canzone in oggetto ma anche tutto l'album. Un po' noioso, questo lavoro che tre anni fa mi aveva solleticato le orecchie chissà perché, un po' già sentito, troppo pacato e troppo eterogeneo. Insomma, gli do un altro paio di possibilità e poi lo metto da parte, che tempo da perdere, io, non ne ho mica...
  • Acque sicure - Virginiana Miller (Il primo lunedì del mondo, 2010) Colonna sonora ideale e reale di questo week end appena passato, in giro per la Vaucluse, a cercare di far finta che sia stata una festa e non un funerale: ebbene si, bisogna che sappiate che finalmente é successo. Ho varcato la soglia dell'adultezza, ho lasciato le acque sicure e sono entrato, come i resti di un naufragio, nell'incognita della vecchiezza. Bah, speriamo bene!

domenica 14 ottobre 2018

Week 41/2018


  • Dying all the time - Helen (The original faces, 2015) Ho flirtato tre anni con quest'album, spostandolo dalla wish list a Spotify, dedicandogli una ricerca privata su eBay, ascoltando di tanto in tanto qualche brano su youTube. Tutto questo per niente, dato che ho appena scoperto che è una gran cagata. Come testimonia perfettamente questo brano non siamo al cospetto di altro che uno shoegazing di fattura orientale (dato che è li che ancora ne sono ossessionati, anche se, bisogna dirlo, ne hanno fatto un genere tutto loro) che ricorda troppo MBV, Asobi Seksu, Ride, Lemon Chair, Boredoms e altri tipi del genere che tanto ho messo da parte che manco i nomi mi vengono in mente... insomma, che vi devo dire? Cancello la ricerca su eBay, lo sposto dalla wish list alla did list e passo avanti. Pazienza, è così che vanno le cose...
  • Something - Any Other (Silently. Quietly. Going away., 2015) Invece l'altro giorno mi sono casualmente imbattuto in questo strano progetto italiano che si allontana molto da ciò che amo ascoltare di norma ma che si avvicina paurosamente a ciò che ascolto quando ho bisogno di cambiare aria. Questa Something è abbastanza punk per ricordarmi Clap Your Hands Say Yeah e altre chiccherie del genere, ma altri pezzi sono più... come dire? Intimi? Nickdrakiani? Non lo so, però sono interessanti, davvero. Io l'ho messa - questa Adele Nigro che si nasconde praticamente da sola dietro la sigla Any Other - in buona posizione della coda Spotify. Non dico che dovete fare lo stesso ma, insomma, datele una possibilità. Addio! 

domenica 7 ottobre 2018

Week 40/2018 - le tre canzoni preferite dei tre album preferiti sotto ascolto al momento


  • Exclusive grave - Rolling Blackouts Coastal Fever (Hope downs, 2018) A poco a poco ci sono arrivato. Questa è la mia canzone preferita di Hope downs. Mi piace un sacco ascoltarla sfrecciando su pandabell direzione mare (voir ufficio in zona industriale) o in vinile a casa in compagnia delle mie splendide donne (voir da solo dopo averle buttate fuori dalla stanza). Poi, certo, ha lo stesso difetto di tutte le altre canzoni: a un certo punto finisce. E anche troppo presto.
  • Default - Django Django (Django Django, 2012) Scegliere invece una canzone da questo di album è proprio difficile. Troppo vario, troppo bizzarro, troppo scoordinato. Al momento mi piace assai questa perché dentro ci sento di tutto, Beach Boys da spiaggia, un leggero dugga, una spruzzata di stramba psichedelia. Sia chiaro, tutto l'album è più che godibile, e mi dispiace aver tenuto questo cd in coda per quasi 6 anni, ma ecco, se dovessi scegliere una canzone, oggi, sarebbe questa.
  • Big maz in the desert - Swell Maps (Jane from occupied Europe, 1980) In questo caso, sarò sincero, non saprei dire se questo sia davvero il mio pezzo preferito da Jane from occupied Europe, ma potrebbe esserlo... ascoltate: rumore industriale a braccetto con energia punk, stridore, distorsioni, luce... sembra proprio uno dei semi dei miei frutti preferiti rock. Quindi, anche se non dovesse poi risultare la mia preferita dell'album, in ogni caso è da campionato pesi massimi!