domenica 18 novembre 2018

Week 46/2018


  • Second song - TV on the Radio (Nine types of light, 2011) Nonostante tutto, ho sempre la cazzo d'impressione che io stesso sia il primo a sottovalutarli.
  • Trimm Trabb - Blur (13, 1998) Mi ci sono ritrovato con questa canzone nel parcheggio del lavoro, qualche uggioso giorno fa, senza nessuna voglia di uscire da quella zona di confort. Sapevo che non potevo restare ficcato al posto di guida di Pandabell per il resto della giornata, ma la forza di scendere, mettere il cappotto, lo zaino, modificarmi i lineamenti fino a raggiungere l'espressione impiegato modello, no, era troppo troppo difficile. Allora ho messo il repeat e mi sono detto appena finisce Trimm Trabb vado. Appena finisce Trimm Trabb vado. Appena finisce Trimm Trabb vado. Appena finisce Trimm Trabb vado. Appena finisce Trimm Trabb vado...
  • Realize my fate - Cloud Nothing (Life without sound, 2017) Mi aveva un po' tratto in inganno questo brano dei Cloud Nothing su cui mi ero imbattuto qualche mese fa e attorno al quale avevo fatto girare le mie speranze di aver trovato, era ora, dei buoni rumoristi. Beh, dei buoni rumoristi lo sono, è evidente, ma a livello di album resta una caratteristica poco approfondita, poco incisiva. Non è male come lavoro, ma a parte qualche brano come questo, il resto è tutto un po' power college rock con un'irritante voce canterina post adolescenziale. Li seguirò, perché sto pezzo è troppo bello per non darmi speranze, ma al momento direi che no, non è ciò che un lesterbanghiano come me cerca ovunque e in ogni momento. Amen.

domenica 11 novembre 2018

Week 44-45/2018

  • Renegades of funk - Rage Against The Machine (Renegades, 2000) Non sono un gran amante dei RATM tant'è che reputo quest'album di cover il loro miglior lavoro, però ieri ero solo a casa (stranamente) e ho messo il volume a palla e la riproduzione random e questa canzone, originariamente scritta e performata da Afrika Bambaataa, è stata la scelta di iTunes. Beh, porca puttana però l'effetto che fa sta roba al volume giusto e al momento giusto...
  • The photograph - Still Corners (Slow air, 2018) Per uno che millanta ignoranza in ambito pop come me non c'è niente di più appropriato che esaltarsi per un album che, sembrerebbe, non ha niente di originale. Che, sembrerebbe, è solo una riproposizione di vecchi catorci anni '80. Che, sembrerebbe, non ha niente di a-van-guar-dis-ti-co e davvero artistico. Niente di più appropriato. Che voglio dire? Proprio niente. Ah, quanto è pericoloso oggi avere un arrogante blog di musica pop!
  • To the Kino, again - Any Other (Silently. Quiently. Going away., 2015) Che vi devo dire, questa qui ha scavalcato una lista d'attesa alta quanto un palazzo di tre piani in via Plebiscito, ma ve lo dicevo che è l'ideale per rilassare le mie povere orecchie dai recenti frastuoni atroci. Non è certo un album che metterei a palla alla guida di Pandabell, però, a casa, un sabato sera o una domenica pomeriggio, fra un libro e una puntatina a Ponyville, ci può anche stare...