domenica 19 marzo 2017

Week 11/17


  • Contessa - Decibel (Vivo da re, 1980) Ci sono dei momenti di totale noia sociale, culturale, sportiva, biologica, momenti di tale noia che mi annoio anche mentre mi annoio, che l'unica cosa che mi viene in mente per darmi una scossa è chiudere questo stupido, stupido blog e darmi al bricolage, o alla cucina, per poi aprire un nuovo blog sul bricolage, o sulla cucina. Ma non lo faccio mai, perché mi annoia a morte solo pensarlo. Trovo più incoraggiante, stupido e gratificante far finta di niente, adottare la tecnica dello struzzo, e continuare cosi. Cosa c'entra tutto questo con Contessa? Assolutamente niente, ma volevo parlare di questa canzone e volevo parlare di me, quindi...
  • Bullet with butterfly wings - Smashing Pumpkins (Mellon Collie and the infinite sadness, 1995) Ovviamente, è tutta colpa della mia andropausa precoce, della mia isteria da immigrato, della mia terza crisi di mezz'età anch'essa precoce. Se oggi sono annoiato e mi trascino fra il divano e il letto, fra il parc Jourdan e la boulangerie sotto casa con i Decibel come colonna sonora, domani mi sentirò un topo in gabbia, col tempo che scorre troppo veloce per le miriadi di cose eccitantissime che vorrei fare,  con le quattro pareti dell'ufficio che mi fanno soffocare, con i rapporti interpersonali cosi umilianti rispetto a ciò a cui potrei aspirare io, e allora userò gli Smashing Pumpkins come inno, bandiera, come scudo, come indice puntato contro qualcuno a cui dare la colpa di questa mia rabbia, di questa mia immobilità. Non sia mai infatti che mi venga in mente che possa esserne io e solo io il responsabile.
  • Sunday - Sonic Youth (A thousand leaves, 1998) Va bene, alla fine è domenica, posso anche perdonarmi se questo mondo non lo mangerò oggi, se preferisco riascoltare vecchi pezzi dei miei grandi amori sparapanzato sul divano, se la vita scorre sotto i miei piedi, sopra la mia testa o a fianco ma io me ne sto a guardare di sguincio e compiaciuto quel piccolo furetto di 17 chili che prova il vestito di Minnie, col televisore acceso su Nemo ma muto e le tende che svolazzano ipnotiche dentro casa, accarezzate da un mite e gentile Mistrale. Andate andate a fare cose, a vivere le vostre intense vite al sole, al mare, in montagna, al MOMA, con gli amici di sempre o coi parenti, al cinema, all'ippodromo con la scommessa vincente, allo stadio, all'aperitivo del locale più cool, andate andate pure. Io, io me ne resto qui...

domenica 12 marzo 2017

Week 10/17


  • Ceiling - King Krule (Six feet beneath the moon, 2013) Sette traslochi in 38 anni, otto case, quattro città, due nazioni e ogni volta, non appena arrivo nella casa nuova, il primo scatolone che apro è quello dello stereo e dei CD sotto ascolto. Quindi, colonna sonora di questo trasloco appena concluso, Six feet beneath the moon e, in loop, per assaporare meglio l'eco negli spazi ancora vuoti, Ceiling. Ah, King Krule, giovane compagno di traslochi...
  • Circus life - Fufanu (Few more days to go, 2015) Dunque, ho lasciato il calmo residence Les Amandiers, le sue sveglie a colpi di cinguettii, la vista verde ovunque, i quieti pomeriggi e le quiete notti, per andarmi a infilare - stessa via, solo 800 metri più in su - in un continuo di clacson, televisori sparati a volumi mai sentiti prima, di gente allegra che passeggia o va a prendere il caffè al Germinal con i suoi interni rossi e neri. Ho lasciato un'oasi di silenzio per un bordello infinito, una quotidiana noia mortale per immergermi in una circus life. Dio, speriamo bene!
  • Tanti auguri - Decibel (Vivo da re, 1980) Giuro che venerdì, mentre i traslocatori bretoni caricavano i miei 40 metri cubi di roba, fra una bestemmia e una Coca cola, mi era venuta in mente una cosa divertentissima su questa canzone, ma non me la ricordo più. Il fatto è che da venerdì non mi fermo un attimo, prima il carico, poi lo scarico, poi sistemare tutto e ancora non ho finito, poi scendere nell'ancien appartement per chiudere i buchi, passare un colpo di vernice nelle pareti, pulire tutto, perfino il cesso e poi buttare tutto - ma proprio tutto - ciò che rimaneva. E come se non bastasse, in questo momento che scrivo, Giulietta mi tiene il broncio perché non ho più voglia di giocare stasera a Piccolo Fulmine e Yakari... quindi, dicevo, non credo che ve la prenderete se il fantastico post sulla fantastica Tanti auguri dei Decibel andrà perduto per sempre nei meandri di un massacrante trasloco provenzale...

mercoledì 1 marzo 2017

Week 7-8-9/17 - Davvero, non so cosa sia successo. Devo essermi addormentato.


  • Bill Murray - Décibelles (Pedro Jolo, 2011) Tootsie, Ghostbusters, La piccola bottega degli orrori, SOS fantasmi, Ghostbuster II, Tutte le manie di Bob, Ricomincio da capo, Lo sbirro, il boss e la bionda, Ed Wood, Rushmore, I Tenenbaum, Lost in translation, Coffee and cigarettes, Il treno per Darjeeling, Grand Budapest Hotel e voi pensavate davvero che c'è un gruppo che fa una canzone che si chiama Bill Murray e io non gli dedicavo neanche una riga? Ma dai...
  • Ballerina in the rain - Fufanu (Few more days to go, 2015) Ah, che giusto successo interplanetario sarebbe stata questa fantastica canzone dei Fufanu se solo fosse uscita in tempo, diciamo un 35 anni fa...
  • Kiss kiss kiss - John Lennon (Double fantasy, 1980) Kiss kiss kiss è la seconda traccia di Double Fantasy, di cui possiedo un rovinassimo vinile in ascolto proprio in questo periodo, e devo ammettere che in essa ci sono una serie di cose che mi irritano da morire: la voce di Yoko Ono, ma forse solo quando saltella su quel Kiss Kiss Kiss; la bellezza della musica cosi distante dalla bellezza tipica di Lennon; gli orgasmi nipponici che si sentono alla fine; il poterla collocare temporalmente senza nessuna sbavatura; il battito di mani simulato qua e la. Ecco, tutto questo mi irrita da morire ad ogni rovinassimo ascolto, tutto questo ma soprattuto il tempo che sta rubando ad ascolti più violenti e più desiderabili di cui in questo periodo ho una fame insaziabile.