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domenica 12 maggio 2019

Week 19/2019

  • Canta che ti passa - Zen Circus (Canta che ti passa single, 2019) Sempre lo stesso dilemma con i Zen Circus... se Appino avesse vent'anni anni invece che quaranta, non sarebbe meglio per tutti?
  • Gran Rico - La Governante (Italian beauty, 2019) Sempre lo stesso dilemma anche con La Governante... ma dato che sono amici miei, non ve lo dico...
  • Laurel - Froth (Duress, 2019) Con i Froth invece non ci sono dilemmi. Mi piace tutto quello che fanno. Questo è il primo singolo dall'album di prossima uscita e mi piace assai, anche se è completamente diverso da tutto ciò che hanno fatto finora. Anche se o, forse, proprio perché?

domenica 20 maggio 2018

Week 19-20/2018


  • 610 - Mcbaise (Windowsill, 2017) Non è che sia il rock a essere in crisi, è che i gusti, le mode e le classifiche sono imprevedibili, punto e basta. Aggiungiamoci poi che 1) non possono essere tutti campioni e 2) il pubblico, addetti ai lavori e artisti hanno scarsa memoria. C'è chi la chiama rielaborazione, chi rivelazione, chi ripescaggio, chi riprendere un discorso prematuramente (e ingiustamente) interrotto ma il fatto è che il revival, a me, in generale, non mi cala giù... poi ci sono i casi come questi, tizi che fanno un revival di qualcosa che non si riesce neanche a identificare bene (allora dev'essere un crossover di revival (e il crossover, a me, è l'unica cosa che non mi cala giù peggio del revival, allegria!)) e quindi mi capita di ascoltare album per settimane e settimane, con una piacevole sensazione di familiarità ma senza nessun sussulto, senza nessun ardore, e mi pare solo di perdere tempo. Allora perché lo faccio? Perché fra meno di due settimane c'è il TINALS di Nimes, e questi Mcbaise sono in cartellone. E non sia mai che perda l'occasione di starmene in mezzo a un pubblico di ventenni senza la mia faccia schifata tipica di chi non riesce a farsi andare giu il revival figuriamoci il crossover di revival...
  • Come togheter - DYGL (Say goodbye to memory Den, 2017) Ah, questi addirittura verranno al TINALS direttamente dal Giappone per proporre il loro revival o, se non proprio revival, il loro noiosissimo discorso musicale già trito e ritrito, sentito e risentito non da ieri ma diciamo pure da quasi quarant'anni. Anche loro in heavy rotazione ultimamente chez nous per lo stesso motivo di prima, schifarli in mezzo al pubblico smemorato del festival. Ma anche perché, sinceramente, a differenza dell'amico Mcbaise, tutto sommato sti giapponesi scrivono bene le loro canzonette...
  • Common people - Pulp (Different class, 1995) E adesso non fate gli stronzi, non fatevi imbrigliare dal mio broncio, dalle mie sparate, dalla storia, dai revival, dalle minchiate varie, dai giapponesi, dalle cover, dalle reprise, dall'etichette, dagli artisti, da tutto quello che vi viene in mente perché anche se fosse uscita oggi, questa canzone che invece è uscita ventitré anni fa, col cazzo che saprebbe di revival o di crossover o di crossover di revival. Saprebbe sempre e inesorabilmente di domani, forse addirittura di dopodomani. Ma al TINALS, loro no, loro non ci saranno a farmi strappare i capelli in mezzo a un pubblico imbronciato e perplesso. No, non ci saranno...

domenica 14 maggio 2017

Week 19/17


  • Catch the breeze - Slowdive (Just for a day, 1991) Si può dire che oggi a Aix sia arrivata l'estate. E in estate si fa il pic-nic al parco, con cibo pre-cucinato e amici improvvisati. E  durante i pic-nic al parco posso vedere Giulietta giocare, sudare, ridere, cadere, rialzarsi, inseguire i bambini, una farfalla, un sogno, posso vederla sorridermi, posso vederla scegliere e portarmi un fiore, posso vederla che mi si arrampica sulla schiena, sulla pancia, sulle gambe, che si versa l'acqua addosso con la bocca piena di cioccolata e cotolette. Sopra di lei, quando la vedo fare tutto questo, c'è sempre un sole scintillante e attorno la brezza provenzale, le risate, vicine, di altri bambini, adulti e vecchi, i cani che abbaiano, il treno lontano, l'aereo che se ne va lasciando la sua scia bianca. E nella mia testa, come colonna sonora di questo quadro che sa già di malinconia, un'accecante perla d'altri tempi.
  • One who love you - Alvvays (Alvvays, 2014) Questa l'abbiamo ascoltata, io e la mia piccola principessa, un attimo prima che il mondo si riducesse a me e lei che rotoliamo, abbracciati e ridanciani, lungo la breve e gradevole collina del Parc du Cuque.
  • No trouble - Frustration (Relax, 2008) Poi, quando beati siamo tornati a casa, rilassati, amorevolmente vicini, in armonia fra di noi e col resto del pianeta, vengo a sapere che ieri sera a Marsiglia - niente popodimeno che alla meravigliosa Friche La Belle de Mai - hanno suonato gli altrettanto meravigliosi Frustration e prima di loro gli ancora più meravigliosi J.C. Satan. Praticamente il meglio o quasi del rock francese in questo momento. Ed é stato più o meno cosi che il mio pomeriggio di relax e amore da fiaba si é, all'improvviso, come è logico che sia, trasformato in bestemmie a denti stretti e maledizioni lanciate a destra e manca. E domani per giunta è lunedì. Mah!

giovedì 14 luglio 2016

Week 19 - 20 - 21 - 22 - 23 - 24 - 25 - 26 - 27 /16

Dubito che qualcuno, a parte mio cugino, forse Francesca e Giulietta e il mio smisurato ego possa aver sentito la mancanza di questo blog, anzi è addirittura improbabile che qualcuno, a parte mio cugino, forse Francesca e Giulietta e il mio smisurato ego possa essersi accorto dell'assenza per ben dieci settimane del regolare post e delle sue tre canzoni. 
Lo capiamo.
Ma nel caso a qualcuno, che non sia mio cugino, Francesca e Giulietta e il mio smisurato ego possa interessare perchè questo blog sia stato inattivo per questo tempo, sappiate che ci si è strafottuto il computer. E ci rompeva il cazzo usarne un altro. Ora, non che il computer sia stato sostituito o riparato, ma era giusto far sapere a quel qualcuno interessato cosa cavolo stesse succedendo. 
Io e mio cugino torneremo presto, promesso, anche se non vi promettiamo novità o stravolgimenti: sarà sempre il solito e noioso sproloquio di un ego smisurato (il mio) e di un orso barbone e misantropo (mio cugino).

A presto!

Mio cugino & io.

sabato 9 maggio 2015

Week 19/15 - una tripletta di scuse


  • In and out of sight - The Horrors (Luminous, 2014) Chiedo scusa, agli Horrors, per aver giudicato troppo frettolosamente il loro ultimo lavoro. Chiedo scusa. Luminous è un bellissimo album, pieno zeppo di canzoni bellisime, fra cui spicca questa cristallina composizione psicadelichic-pop che è In and out of sight. Chiedo scusa, davvero.
  • 19-2000 - Gorillaz (Gorillaz, 2001) Chiedo scusa anche ai Gorillaz, per aver giudicato il loro primo, lontanissimo album troppo superficialmente. A volte superiore a Beck, di sicuro sempre più eccitante della Beta band, solo a tratti un fresco ricordo dei Blur. 19-2000 è la mia preferita in assoluto, perchè è sufficientemente scazzata, perchè ha suoni simpatici e perchè, è naturale, c'è qua e la il contributo fantastico di due fantastiche donne come Tina Weymouth e Miho Hatori. Per cui, chiedo scusa, davvero.
  • American pie - Don McLean (Don McLean, 1971) Per questa non sarò io a chiedere scusa, ma sarà il mio amico Claudio, che troppo frettolosamente e superficialmente aveva giudicato American pie la classica canzonetta pop americana da classifica. Beh, per certi versi lo è, se intendiamo l'aspetto commerciale, con le sue 11 settimane in testa alla classifica. Ma se dall'altra parte dell'oceano vanno in classifica canzoni con testi così, come dire?, importanti, è colpa di Don McLean e dei suoi fantastici eroi rock? Su, Claudio, aspettiamo le tue scuse...

giovedì 8 maggio 2014

Week 19/14 - una tripletta per una vita a sud


  • 'U pizzu - Flor (Aria, 1995) "..e nun parrari cu nuddu picchì, picchì tantu nun cancia, tantu 'ni runi, tantu 'na dari, tantu 'ni runi, tantu 'na dari, tantu 'ni runi, tantu 'na dari, tantu 'ni runi, tantu 'na dari, tantu 'ni runi, tantu 'na dari, tantu 'ni runi, tantu 'na dari e cecchi 'pavari...".
  • Dimmi addio - Teatro degli Orrori (Il mondo nuovo, 2012) "Dimmi addio, dimmi che non sono più io, mi sono allontanato dal tuo cuore e tu non hai saputo far nient'altro che... che dirmi addio e mi vien da ridere mentre mi sento morire, ma quanto è vero iddio, voglio vivere ogni giorno tutta la mia vita".
  • Camera a sud - Vinicio Capossela (Camera a sud, 1994) "Mescimi il vino più forte più nero, talamo d'affanno, occhio del mistero, olio di giara, grilli, torre saracena nell'incendio della sera, e uscire di lampare lentamente nel mare, bussare alle persiane di visioni, e di passi d'anziani".

mercoledì 8 maggio 2013

Week 19/13


  •  Lucidity - Tame impala (Innerspeaker, 2010) Mio cugino ha un collega talmente noioso che, se gli chiedete che musica ascolta, lui risponde: Pink Floyd, rock psichedelico. Voi storcete un pò il naso ma andate avanti, e chiedete: Ah bello, e che altro? Quick Silver? Greatful Dead? Al che lui vi risponde, con aria sconcertata: no no, questi non li conosco. Solo Pink Floyd e Gentle Giant. Allora voi ve ne andate. Il fatto è che, ogni tot, io e mio cugino ci ritroviamo a dover discutere su cos'è rock pischedelico, se è vero o no che già nel 1967 era tutto bello e finito. Ovviamente spariamo un sacco di cazzate, perchè tutti sanno che già dagli anni '80 hanno cominciato a circolare nomi assurdi come neo-psichedelia, psicho-revival, psych-dream pop e porcherie simili... Ora, noi non lo sappiamo se questo bastardello australiano che si nasconde dietro il nome di un docile animale faccia o meno rock psichedelico, ma a noi ci piace, sia che siamo lucidi sia che non lo siamo, e voglio dirla tutta: quando siamo sicuri che non ci vede nessuno, vi giuro che su questa canzone ci mettiamo anche a ballare!
  • Heartbeats - Knife (Deep cuts, 2003) Ci sono persone a cui farei una statua d'oro senza pensarci due volte: al tipo che ha inventato il ciocorì, per esempio. O a Kim Gordon vestita solo del suo basso (ok, magari venticinque anni fa). Ne farei immediatamente una anche al mio amico A.A., che una bollente notte di due anni fa mi ha mandato via mail il link a questa canzone, scrivendomi: ci sono dei beat che a volte ti entrano in testa e non ti mollano più. Ecco, da quella notte, quei beat non mi hanno mollato più, mi hanno strafottuto il cervello, mi hanno colonizzato i sogni e la colazione del sabato mattina. Ecco, caro amico A.A., solo per questo io ti farei una statua d'oro. Anche se il rovescio della medaglia è che vado in giro con la panda come un mammoriano, con i bassi di Heartbeats profondissimi e i miei squallidi tentativi da eunuco di stare appresso alla voce stupenda di Karin Dreijer. Ecco, ripensandoci, caro amico A.A., forse una birra alla Città Vecchia te la offro, ma la statua d'oro mi sa che non te la faccio.
  • Nothing is - My Bloody Valentine (MBV, 2013) Io c'ero, ah ah!, all'Hammersmith Apollo di Londra il 13 marzo, io c'ero! Ah ah! Ed ero con le tre persone più importanti della mia vita (anche se una sembrerebbe che non avesse orecchie per sentire...). Io c'ero, senza tappi per le orecchie e con il corpo che mi vibrava tutto... ma Nothing is non l'hanno fatta, e che cazzo... peccato, perchè se l'avessero fatta, avrei spiegato alle tre persone più importanti della mia vita, con la mia solita faccia di culo, che quel pazzo di Kevin Shields aveva completamente ribaltato i canoni della musica pop, delegando le chitarre a gestire il ritmo, e la batteria a gestire la - ehm - melodia. Ma non gliel'ho potuto dire. E per questo glielo dico ora.