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mercoledì 8 aprile 2020

Week 15/20

  • Flavor - Girls in Hawaii (From here to there, 2016) Lo so, lo so, avevo dichiarato, avevo sentenziato, mi ero esposto, ma la verità, per lo meno la mia verità, è che sono ancora al buio. Questo tunnel è troppo nero e il bivio mi terrorizza. Una stella che mi guida ce l'ho, ma la paura  che sia solo un altro sogno è troppo nauseante.
  • Lollipop (ode to Jim) - Alvvays (Antisocialites, 2017) Ecco, chi mai mi dedicherà un ode, chi mai mi farà sentire volgarmente speciale come Molly fa con Jim Reid (il mio Jim Reid), chi, chi? Passerò il resto della mia vita ad aspettare questo, o riuscirò a liberarmi da questa catena?

domenica 14 aprile 2019

Week 15/2019

  • Dispetto - Virginiana Miller (Fuochi fatui d'artificio, 2005) Nonostante conosca questa canzone dei Virginiana Miller a memoria, essendo fra le mie preferite sennonché fra le prime mai ascoltate, non mi ero mai accorto di quanto potente fosse il testo, a livello evocativo. E la frase "Non me ne andrò dai piedi del tuo letto" non è solo una frase. È un intero romanzo. Un film. Un quadro romantico. È arte, in poche parole. No, è arte in poche parole.
  • Get lucky - Daft Punk (Random access memories, 2013) Quest'album non so di preciso come è entrato in playlist, ma so che pur essendo bello, non è che mi faccia impazzire. Questa canzone invece si, eccome se mi fa impazzire... mi ha sempre fatto impazzire, anche quando non esisteva...
  • If I ever feel better - Phoenix (United, 2000) Anche questo non sono sicuro di come sia finito in playlist, ma sono sicuro che non ci resterà ancora per molto. Questa canzone però si, so come c'è finita in playlist, eccome se lo so... c'è sempre stata, anche quando non esisteva...

domenica 22 aprile 2018

Week 15-16/2018


  • Sweet release - Coral (Move through the dawn, 2018) Queste ultime due settimane sono state caratterizzate da eventi straordinari: un week end lungo a Paris, un precoce quanto violento quanto legittimo scampolo di estate provenzale che ha portato a temperature attorno ai 25 gradi, la Roma che rifila un 3 a 0 al Barcellona e si qualifica alle semifinali della Champions League, i vicini di casa che per ben due sere di fila hanno mantenuto il loro merdosissimo apparecchio televisivo a volumi decenti e poi, sommo gaudio, l'uscita del nuovo singolo dei Coral che anticipa l'album in arrivo fra qualche settimana. Poi, che la canzone in questione sia bellissima nonostante un po' scontata, beh, questo non ha proprio niente di straordinario... 
  • Andate tutti affanculo - Zen Circus (Andate tutti affanculo, 2009) Prima di imbattermi nel loro ultimo album (in heavy rotation al momento) questa era l'unica canzone dei Zen Circus che conoscevo. E non mi piaceva. Ma ora, grazie alle strofa "a chi critica, giudica, elogia, figli si troppo di madre noiosa. L'arte è pensiero che esce dal corpo, ne più ne meno come lo sterco", potrebbe quasi quasi diventare l'inno ufficiale di questo misero blog. Che fa, lo faccio?
  • 1 2 3 get ride of me - Drive Blind (Be a vegetable, 1996) E a tal proposito, visto che sono un criticone senza speranze, uno spara sentenze, un fanfarone, un gradasso senza ritegno, un arrogante, piacione, ipocrita, sbruffone, un buffone che critica, giudica, elogia senza un minimo di comprensione di ciò che sia fare arte, ecco che torno come sempre sui miei passi e dico che si, Be a vegetable dei Drive Blind è, eccome se è, un eccellente album noise. C'è si qualcosa di piuttosto grunge, qua è la, nella struttura standard delle canzoni e nelle chitarre meno spregiudicate, ma cazzo se è un album noise di ottima fattura. Ottimo sterco fuoriuscito dal corpo!

domenica 16 aprile 2017

Week 15/17


  • Out getting ribs - King Krule (Six feet beneath the moon, 2013) So di averlo sponsorizzato e coccolato ma devo ammettere adesso che in Six feet beneath the Moon, suo album d'esordio del 2013, quello che conteneva per intenderci la folgorante Easy Easy, ci sono delle canzoni in cui è più che evidente il limite canoro del ragazzetto londinese. Poi, più che limite canoro, in certi casi, come questo, è puro fastidio estetico.
  • Ankh - Temples (Colours to life, 2013) Che coincidenza che questa Ankh dei - anche loro inglesi - Temples usciva come b-side di Colours to life proprio nello stesso periodo del primo album di King Krule. Io ci sono finito per caso solo oggi, non ricordo bene seguendo quale catena, e devo dire che, per quanto non sia per niente male questo pezzo, persino godibile a un primo ascolto, al secondo mi abbia fatto sbadigliare e al terzo addormentare. Dico, io questi Temples non li preferirei neanche a TOY e Kula Shaker, eppure sembrerebbe ci sia in giro gente che li paragoni addirittura ai famigerati Pink Floyd di Syd Barrett... ah, sti giovini. Ma possibile che davvero non capiscano proprio un cazzo?
  • Lucky girl - Fazerdaze (Morningside, 2017) Non mi azzardo a fare neanche il minimo paragone, ne tantomeno a parlare di originalità, di validità di scrittura o di spessore artistico. Mi limito a sottolineare la freschezza e la leggerezza di questa canzone, del suo video e dei musicisti che la suonano... dico, non sono australiani, questi Fazerdaze, ma neozelandesi, e tutto sommato quindi siamo sempre li. Non è che per caso siamo davvero in procinto di levarci  dalle palle le pose londinesi per entrare in una nuova e fresca era nell'angolo opposto del mondo e del pop?

domenica 24 aprile 2016

Week 15-16/2016

Premessa: si, è vero, anche questo post vale per due settimane, ma non mi passa neanche per l'anticamera del cervello di scusarmi, figuriamoci di raddioppiare le canzoni per coprire quattordici giorni. Tre canzoni solamente, così è, se vi piace.

  • Spit it out - Metz (Metz II, 2015) Ultimamente dormo malissimo, fondamentalmente perchè divido il letto con due femmine una più rompipalle dell'altra: una mi accusa di russare anche quando sono sveglio, e l'altra mi colpisce fegato e milza a intervalli regolari con quelli che, per la legge del tutti finocchi col culo degli altri, chiunque non dorme con lei definisce piedini. La mattina quindi altro che caffè! Ho bisogno di uno schock. Per questo mi sono affidato all'ultimo album dei Metz: ritmi serrati, energia pura, suoni devastanti, proprio quello che ci vuole. Invece, un errore clamoroso. Mi dispiace per questi ragazzini di cui tre anni fa, per colpa di un bicchiere di vino, mi persi il live a Castelbuono ma che dovrei vedere fra pochi mesi a Nimes, ma nonostante una gran produzione, un grande marchio stampato sull'album e tanta buona volontà, senza grandi canzoni non si va da nessuna parte. Non riuscite neanche a tenermi sveglio lungo le placide strade provenzali...
  • The focus - Failure (The heart is a monster, 2015) Quindi, per non addormentarmi al volante e rischiare di sfondare qualche ameno muro color pastello provenzale, skippo di album e di traccia, e metto a tutto volume questa The focus... so che avevo maltrattato i Failure, in un recente post, e non è che cambio idea. Ma a volte il già sentito, soprattutto se così '90s, è così motivante per stare al volante...
  • Sir Duke - Stevie Wonder (Songs in the key of life, 1976) Quindi, non mi schianto al volante (grazie ai Failure), sopravvivo a nove ore in un ufficio (grazie al mio piglio di puttana) e quando torno a casa, desideroso di ascoltare del sano e atroce frastuono di mio gradimento, ecco quello che trovo: canzoni per bambini, orribili, monotone, da pentirsi di non essersi schiantati contro il muro provenzale. Dunque, data l'urgenza di trovare un compromesso in famiglia, ecco con cosa ci trastulliamo in questi giorni: Stevie Wonder. Dunque, come per ogni compromesso, nessuno a casa è veramente felice. Ma nessuno lo ammette, quindi va bene così.

martedì 24 marzo 2015

Week 10-11-12-13-14-15/2015

Questo blog prende una pausa forzata causa sovraccarico sensoriale dei titolari.
Meeeerci!
Io & mio cugino.

giovedì 10 aprile 2014

Week 15/14 - una tripletta in attesa del Record Store Day

  • Just like heaven - Cure (Kiss me kiss me kiss me, 1987) Fra tutte le meraviglie del Record Store Day, le mie preferite sono le pubblicazione della serie side by side: una canzone famosa, sul lato A, e una sua famosa cover, sul lato B. Questa Just like heaven, nella originaria versione dei Cure del 1987, è sul lato A del 7" che sto cercando disperatamente di accaparrarmi...
  • Just like heaven - Dinosaur jr. (Just like heaven, 1989) ...mentre questa cover dei Dinosaur jr. di due anni successiva, si trova immortalata sul lato B. Ora, raramente i miei occhi hanno luccicato così davanti ad un vinile, soprattutto un 45 giri. E se per un qualsiasi motivo non dovessi riuscire ad accaparrarmelo, giuro che ne farò una tragedia.
  • Starship - Spacemen 3 (The perfect prescription, 1987 - Translucent flashbacks, 1995) Questo invece me lo sono già accaparrato, e dato che mi è costato molto più che uno sproposito, faccio sciopero, e non ci scrivo su proprio niente.