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martedì 14 aprile 2020

Week 16/20 - altre quattro settimane

  • The fly - U2 (Achtung baby, 1991) ...love, we shine like a burning star, we're falling from the sky tonight...
  • Pictures of you - Cure (Disintegration, 1988) I've been looking so long at these pictures of you that I almost believe that they're real. I've been living so long with my pictures of you that I almost believe that the pictures are all I can feel.
  • Music won't save you - Suuns (Images du futur, 2013) Non riuscirò mai a ripagare i miei debiti con i Suuns: il vinile e i consigli sulla paternità regalatemi da Joseph, le risate con Liam mentre ci arrostivamo le spalle nella sommità del castello desiderando un cazzo di caffè, l'abbraccio di Max quando ha visto la mia t-shirt Ypsigrock, le loro registrazioni stupende che mi accompagnano ovunque e i loro unici e immensi live, che mi hanno regalato sempre qualcosa di enorme.

domenica 5 maggio 2019

Week 16-17-18/2019

  • Gotta get up - Harry Nilsson (Nilsson Schmilsson, 1971) Allora, vado dritto al punto: durante la fase di discesa in aereo su Marsiglia, di ritorno da una spensierata fuga a Porto, è successo qualcosa al mio orecchio: prima un dolore lancinante, poi come un tappo poggiato sulle orecchie, infine una sensazione di chiusura, occlusione, movimento, spostamento e altro. E, a distanza di dieci giorni, è tutto ancora così, accompagnato però da mal di testa, nausea e, sopratutto, un interminabile fischio. Ogni volta che deglutisco sento cose muoversi a partire dalla gola fin su al cervello, e ogni volta che soffio il naso è come se qualcuno mi infilasse due dita nelle orecchie, una per lato. Ma la cosa peggiore non è questo, of course. La cosa peggiore è che a causa dell'acufene non riesco più a dormire, a parlare, ascoltare musica, leggere, scrivere e tutto ciò che comporti un minimo di concentrazione. Nell'attesa che tutto passi, che sia con dei farmaci, un colpo di karate o con un cappio auto-infilato attorno al collo, l'unica cosa che posso fare per rilassarmi è vedere stupide serie tv che al contempo coprono il fischio e mi intrattengono. Ecco, ora sapete come stanno le cose. Ed ecco, questa canzone fa da colonna sonora al bello, ma non bellissimo, Russian doll. 
  • I'm gonna be (500 miles) - The Proclaimers (Sunshine on leith, 1988) Che poi, a dirla tutta, è già da tre anni che convivo con l'acufene. Mi trovavo in vacanza nel maggio 2016 e appena sveglio dopo una dormita di un paio d'ore, che doveva essere l'anticamera di un rilassato pomeriggio catanese, ecco l'inizio dell'incubo. Questo ronzio che provo prima a identificare, viene da fuori la finestra, viene dai tibi nel muro, viene dall'armadio, dio santo si, forse viene dall'armadio. E invece no, veniva dalla mia testa. E ricordo che mi sono alzato, immagino bianco come un fantasma, e sono andato da Francesca. L'ho guardata, probabilmente aveva Lilli in braccio, e le ho detto: ma io ho troppo un fischio nell'orecchio. Così, con quel ma all'inizio che non c'entrava niente e quella costruzione sghemba. How I met your mother lo vedevo quando ero giovane e spensierato, ma ci sono troppe puntate e troppe serie per averlo visto tutto. Per cui, ecco un'altra serie che mi sta facendo compagnia ultimamente.
  • The seduction of Kansas - Priest (The seduction of Kansas, 2019) Da li è iniziato il calvario. Visite mediche, medici supericiali (è normale, alla tua età, disse il primo. A futtiri!, disse il secondo), cure con medicinali, sophrologa, chi diceva la sua, chi diceva quello che leggeva, applicazioni sul telefonino per coprire, almeno la notte, quell'orchestra che avevo nelle orecchie, mi sono anche fatto scippare i denti del giudizio. Non è servito a niente. Per cui, poi, alla fine, è successo che mi ci sono abituato. Come ci si abitua a tutto. Ma questo che sto vivendo ora, è diverso. Questo, è un delirio. Ma lo supererò, ne sono sicuro. Fosse solo per Francesca e per Giulietta, ma anche per tutta la musica stupenda che dovrò ancora ascoltare fino a quando non schiatterò. Tipo questa.

domenica 22 aprile 2018

Week 15-16/2018


  • Sweet release - Coral (Move through the dawn, 2018) Queste ultime due settimane sono state caratterizzate da eventi straordinari: un week end lungo a Paris, un precoce quanto violento quanto legittimo scampolo di estate provenzale che ha portato a temperature attorno ai 25 gradi, la Roma che rifila un 3 a 0 al Barcellona e si qualifica alle semifinali della Champions League, i vicini di casa che per ben due sere di fila hanno mantenuto il loro merdosissimo apparecchio televisivo a volumi decenti e poi, sommo gaudio, l'uscita del nuovo singolo dei Coral che anticipa l'album in arrivo fra qualche settimana. Poi, che la canzone in questione sia bellissima nonostante un po' scontata, beh, questo non ha proprio niente di straordinario... 
  • Andate tutti affanculo - Zen Circus (Andate tutti affanculo, 2009) Prima di imbattermi nel loro ultimo album (in heavy rotation al momento) questa era l'unica canzone dei Zen Circus che conoscevo. E non mi piaceva. Ma ora, grazie alle strofa "a chi critica, giudica, elogia, figli si troppo di madre noiosa. L'arte è pensiero che esce dal corpo, ne più ne meno come lo sterco", potrebbe quasi quasi diventare l'inno ufficiale di questo misero blog. Che fa, lo faccio?
  • 1 2 3 get ride of me - Drive Blind (Be a vegetable, 1996) E a tal proposito, visto che sono un criticone senza speranze, uno spara sentenze, un fanfarone, un gradasso senza ritegno, un arrogante, piacione, ipocrita, sbruffone, un buffone che critica, giudica, elogia senza un minimo di comprensione di ciò che sia fare arte, ecco che torno come sempre sui miei passi e dico che si, Be a vegetable dei Drive Blind è, eccome se è, un eccellente album noise. C'è si qualcosa di piuttosto grunge, qua è la, nella struttura standard delle canzoni e nelle chitarre meno spregiudicate, ma cazzo se è un album noise di ottima fattura. Ottimo sterco fuoriuscito dal corpo!

sabato 29 aprile 2017

Week 16-17/2017

  • Reel - Fazerdaze (Fazerdaze, 2014) Mi sono innamorato di lei al primo sguardo e al primo ascolto e, dopo essermi procurato un contatto, le ho scritto qualche messaggio: Adoro la tua musica, Dove posso trovare il tuo album?, Quando vieni a suonare in Europa?. Le sue risposte sono state gentili, accompagnate persino da qualche emoticon a forma di fiore e di cuore:  Grazie mille, Il cinque maggio esce in Europa, a giorni parto per un tour in Inghilterra. Quindi, come si suol dire, fino a qui tutto bene. Poi pero' ho voluto strafare, non vi dico come, e Amelia non mi ha riposto più. Allora mi sono scusato, e Amelia mi ha risposto di nuovo, ma senza emoticon a forma di fiore e di cuore. Poi ho fatto passare qualche giorno, e ho fatto finta di niente, e allora sono ricomparsi fiori e cuori. Ora, lo so, eccome se lo so, che la vita di un artista non dev'essere per niente facile, sopratutto all'inizio, ma credetemi, non è che quella del fan innamorato sia poi molto più facile!
  • Sick bug - Rolling Blackout Coastal Fever (The french press, 2017) Anche con loro, qualche mese fa, fu amore a primo ascolto ma, adesso che finalmente li vedo in faccia, grazie a questo nuovo video che accompagna la traccia che chiude il primo lato del loro splendido EP The french press, non posso certo dire che sia anche amore a prima vista. Non perché siano tutti maschietti o perché il cantante sia pilu russu, ne tantomeno perché il bassista assomiglia a Peppe Mantella, giuro. E' che secondo me di essere bravi sono bravi, anzi bravissimi, ma gli manca proprio il physique du rôle. No? E va beh, allora dev'essere proprio perché sono tutti maschietti, perché il cantante è pilu russu e perché il bassista assomiglia a Peppe Mantella...
  • Sugar for the pill - Slowdive (Sugar for the pill, 2017) La novità legata a questa canzone non è che anticipa un album in uscita fra pochi giorni, il 5 maggio 2017, a più di vent'anni dal loro ultimo lavoro Pygmalion. La novità è che questi cinque dei suoneranno, in ottima compagnia aggiungo, il 9 luglio a l'île de Gaou, a poche decine di chilometri da chez moi. GRATUITAMENTE. E, in questo caso, non aggiungo altro.

domenica 24 aprile 2016

Week 15-16/2016

Premessa: si, è vero, anche questo post vale per due settimane, ma non mi passa neanche per l'anticamera del cervello di scusarmi, figuriamoci di raddioppiare le canzoni per coprire quattordici giorni. Tre canzoni solamente, così è, se vi piace.

  • Spit it out - Metz (Metz II, 2015) Ultimamente dormo malissimo, fondamentalmente perchè divido il letto con due femmine una più rompipalle dell'altra: una mi accusa di russare anche quando sono sveglio, e l'altra mi colpisce fegato e milza a intervalli regolari con quelli che, per la legge del tutti finocchi col culo degli altri, chiunque non dorme con lei definisce piedini. La mattina quindi altro che caffè! Ho bisogno di uno schock. Per questo mi sono affidato all'ultimo album dei Metz: ritmi serrati, energia pura, suoni devastanti, proprio quello che ci vuole. Invece, un errore clamoroso. Mi dispiace per questi ragazzini di cui tre anni fa, per colpa di un bicchiere di vino, mi persi il live a Castelbuono ma che dovrei vedere fra pochi mesi a Nimes, ma nonostante una gran produzione, un grande marchio stampato sull'album e tanta buona volontà, senza grandi canzoni non si va da nessuna parte. Non riuscite neanche a tenermi sveglio lungo le placide strade provenzali...
  • The focus - Failure (The heart is a monster, 2015) Quindi, per non addormentarmi al volante e rischiare di sfondare qualche ameno muro color pastello provenzale, skippo di album e di traccia, e metto a tutto volume questa The focus... so che avevo maltrattato i Failure, in un recente post, e non è che cambio idea. Ma a volte il già sentito, soprattutto se così '90s, è così motivante per stare al volante...
  • Sir Duke - Stevie Wonder (Songs in the key of life, 1976) Quindi, non mi schianto al volante (grazie ai Failure), sopravvivo a nove ore in un ufficio (grazie al mio piglio di puttana) e quando torno a casa, desideroso di ascoltare del sano e atroce frastuono di mio gradimento, ecco quello che trovo: canzoni per bambini, orribili, monotone, da pentirsi di non essersi schiantati contro il muro provenzale. Dunque, data l'urgenza di trovare un compromesso in famiglia, ecco con cosa ci trastulliamo in questi giorni: Stevie Wonder. Dunque, come per ogni compromesso, nessuno a casa è veramente felice. Ma nessuno lo ammette, quindi va bene così.

domenica 19 aprile 2015

Week 16/15 - siamo tornati, si teme definitivamente

  • 5/4 - Gorillaz (Gorillaz, 2001) Particolare, dico io, che la canzone che più mi piace di questo strepitoso album sia quella che più assomiglia al sound dei Blur. Significativo, risponde sempre mio cugino, che l'unica canzone che ti piace di questo immondo album sia quella che sembra un'outtake dei peggiori Blur.
  • Dragging me down - Inspiral Carpets (Revenge of the Goldfish, 1992) Appena finito il trasloco nella nuova casa provenzale, sudato, stanco, avvilito proprio direi, ho trovato solo la forza di sisemare il giradischi, attaccarlo allo stereo e alla presa di corrente e cercare un vinile, un vinile a caso nella scatola che conteneva quelli ancora non ascoltati. Il fato mi ha fatto tirare fuori questo 12" acquistato per pochi spiccioli un attimo prima di lasciare Catania. Sfatto e perplesso, stravaccato senza forze sul divano al centro del salotto della mia nuova casa provenzale, ero consapevole che molte saranno le cose che mi mancheranno di Catania, della Sicilia. Ma ciò a cui non mi abituerò mai, il grande sacrificio, è la totale mancanza in Provenza di una scena rock anche solamente definibile esistente, con club, concerti, scambio culturale e di fantastici vinili di seconda mano.
  • Sunshine punch - Day Ravies (Day Ravies, 2012) Appena ripreso dallo shock del trasloco nella casa provenzale etc.. etc.. la prima cosa che ho fatto è stato inaugurare il mio nuovo indirizzo di casa: mi sono precipitato sul sito della Beko Disques e ho ordinato una copia della nuova uscita dei miei fantastici idoli australiani. Solo cinque euro e dopo due giorni avevo il nuovo EP, Under the lamp, nella mia nuova e capiente cassetta delle lettere. Grazie a Dio non ho mai rimpiazzato il mio lettore di cassette (a nastro, non delle lettere), e così ora sono uno dei pochi fortunati in giro per l'Europa a potersi gustare questi nuovi brani dei Day Ravies stampati in copia limitata proprio su nastro magnetico. E visto che ancora non sono stati neanche caricati su youTube vi beccate una canzone vecchia!

sabato 19 aprile 2014

Week 16/14

  • Il disegno - Nicolò Carnesi (Ho una galassia nell'armadio, 2014) Ecco ciò che invidio a Nicolò Carnesi: il mazzo di capelli che ha in testa; quel 1987 indicato nelle sue note biografiche come data di nascita; che alle sette di sera, telefonandogli per un'intervista radiofonica, mi abbia risposto con la voce impastata di chi se la sta bellamente dormendo; che è in tournè nazionale; che ha già pubblicato due album; che suona il basso come e meglio di Peter Hook. Fanculo, mi pare sufficiente.
  • Kid Dynamo - Buggles (The age of plastic, 1980) Il miglior investimento della mia vita, e per giunta senza saperlo: solo 50 centesimi al mercatino delle pulci per il polverosissimo 7" la cui bside sarà l'arma con cui seppellirò definitivamente gli amanti di Franz Ferdinand e squallidissima compagnia bella: Kid Dynamo, Buggles, 1980: come vedete, ciò che amate, è una copia, di una copia, di una copia...
  • Surrounded - Uzeda (4, 1995) Quello che sfugge agli organi di controllo del bilancio Pulichino è che esistevano almeno un paio di a meno che al fioretto - che certo ammetto di aver fatto - niente spese folli in vinile per almeno tre mesi. Uno di questi riguardava proprio l'EP degli Uzeda 4 e così, senza sensi di colpa, l'altra notte mi aggiudico un'asta su eBay, pago con PayPal una cifra più che ragionevole e dopo due giorni ho fra le mani questo pregiato 12". Senza sensi di colpa, davvero. Che abbia nascosto il disco in mezzo a quelli più vecchi e che abbia distrutto in mille pezzi il cartone con cui era imballato, beh, giuro, dev'essere stato proprio un caso...