domenica 11 gennaio 2015

Week 02/15


  • Tumbledown - Jesus and Mary Chain (Honey's dead, 1992) Se c'è una cosa che mi eccita da morire sono i preparativi per un trasloco: ci si alleggerisce buttando via un sacco di roba che non si vuole più, e in qualche modo si chiude con capitoli della vita passata; oppure si ritrovano vecchie cose che si erano dimenticate, e a cui si ripromette di dare una seconda chance; infine, traslocare significa che sta per iniziare una nuova avventura, e questa è sempre una buona notizia. Se c'è una cosa invece che non mi eccita per niente, è mio cugino che spunta con le mani nei capelli proprio mentre sto riempiendo scatole con oggetti di ogni tipo, sto scrivendo coi pennarelli cosa contiene cosa, sto riempiendo buste su buste di roba che un tempo ho amato da morire ma che ora non voglio neanche più vedere. Mi rassegno, mi rassegno a vedere il mio ordine e il mio progetto sfumanare via, e chiedo a mio cugino, che non riesce a fermarsi, che fa slalom fra gli scatoloni pronti e le cartine della Francia: Che c'è che c'è, che hai? Lui mi fa, con un filo di voce: lo stereo, dov'è lo stereo, lo hai già imballato? Alzo gli occhi al cielo, e penso che solo lui poteva prendermi per così coglione da imballare lo stereo. Allora glielo indico, lui ci si trascina, sembra un disidratato verso l'oasi, e ci butta dentro un CD che non riesco ad individuare. Lo vedo saltare alla traccia sei e premere play. Beh, faccio io quando parte la musica. Zitto, fa lui, zitto zitto. Poi la traccia, ad un adeguato livello sonoro, arriva al minuto e 20 secondi. Allora mi ammutolisco, e mi siedo accanto a mio cugino con la schiena poggiata agli scatoloni confortanti, caldi, comodi, e ci guardiamo di striscio, senza dire niente, solo scuotendo la testa di tanto in tanto. Se c'è una cosa che mi eccita da morire è la vita: ogni volta che fai un trasloco, ogni volta che dai una chance a tuo cugino, ogni volta metti sul lettore un album che avevi snobbato troppo presto, sono (quasi) sempre buone notizie.
  • Misanthropy - A modern way to die (Pulse and treatment, 2014) Certo, traslocare significa anche sradicarsi da quell'ingranaggio (non perfetto) che è la quotidianità, basato sugli orari dei negozi dei dintorni, sui momenti più o meno apportuni per trovare posto per la macchina, sulla vita delle persone che stanno attorno a te, sopra, sotto o di fianco. Andare via da un posto è, appunto, sradicarsi da un ingranaggio di cui si è stati componente attiva, per quanto evidentemente non fodamentale, dato che la vità qui continuerà anche senza di me, Francesca e Giulietta. I vicini si abitueranno a far andare avanti l'ingranaggio anche senza di noi. Basterà poco, pochissimo, perchè si dimentichino del nostro passaggio. Per cui, per lasciare una traccia evidente dei miei cinque anni trascorsi a San Cristoforo, Catania, Sicilia, dedico (per ovvie ragioni!) una canzone dei A modern way to die a tutti i nostri vicini di casa, nella speranza che non si dimentichino di noi al primo batter di ciglia!
  • Etre une femme - Guerilla Poubelle (Punk=Existentialisme, 2007) Quindi: lasci una casa, lasci dei buoni vicini, lasci una città che offre tanto ma che in cambio vuole il sangue, lasci la radio, lasci gli amici, lasci la famiglia, lasci gli Uzeda, i Flor, i Tapso e quando arrivi li, ecco quello che trovi. Punk in francese. Ohmiodio, ci sarà da lavorare!

Nessun commento:

Posta un commento