domenica 9 dicembre 2018

Week 49/2018

  • Strange year - Cloud Nothing (Life without sound, 2017) Questa canzone conferma ciò che la già precedentemente trattata Realize my fate aveva suggerito ovvero che, su quest'album, coesistono due diverse band. La prima, è interessante e dedita a un noise rock che flirta con l'avanguardia. L'altra, è un band babbasunazza che sguazza in un innocuo, anzi!, fastidioso college rock adolescenziale. Io, col nuovo approccio zen in prova gratuita per 30 giorni, faccio finta che la seconda non esista e mi concentro solo sulla prima. Il problema è che c'é così poco di loro nell'album che non mi basta neanche per la doccia della mattina, figuratevi per dare la giusta piega alla giornata...
  • Forgotten - TV on the Radio (Nine types of light, 2011) Non è che ci sia molto da aggiungere, commentare, spiegare, sottolineare, evidenziare, sviscerare, ricapitolare, mostrare, illuminare, vivisezionare, è solo un'altro tassello nel percorso dei TVOTR verso il titolo di miglior rock band dei 2000's...
  • Alan is a cowboy killer - Mclusky (Mclusky do Dallas, 2002) Questa è la canzone su cui Giulietta, quando sfrecciamo lungo la provenzale a bordo di Pandabell, sta imparando i rudimenti della lingua inglese. E non solo, miei cari, non solo. Grazie al cielo sta imparando anche i rudimenti della struttura sociale in cui si trova a vivere. Tié!

domenica 2 dicembre 2018

Week 47-48/2018

  • Corinne - Metronomy (The english riviera, 2011) Lo so che è senza precedenti, proporre la stessa canzone per tre volte, soprattutto se ce ne sono altre bellissime nello stesso album, ma io ne sono ossessionato. La ascolto (ancora) decine di volte a settimana, al volume possibile, nelle condizioni possibili, nella compagnia possibile, ma non è tanto questo il punto, il punto è che l'altro giorno entro alla Fnac per perdere un po' di tempo, aspettavo una telefonata che non arrivava, e allora vedo il cd di questo superbo album che mi guarda dallo scaffale e mi dice sono tuo per sette euro e io il cd giusto giusto non ce l'ho e allora lo prendo, lo faccio mio, solo che mentre mi avvio verso le casse vedo il vinile porca puttana il vinile di questo stesso medesimo capolavoro che mi dice prendimi, prendimi sono tuo per 15 euro e allora io ripudio il cd, per quanto audiamente affidabile e poco costoso e prendo, afferro, azzanno quel pezzo di plastica, lo ficco sotto al braccio come la più sacra delle baguette, lo pago e lo porto alla luce, fuori da quel triste magazzino e per tutta la strada, fino a casa, aspettando ancora quella cazzo di telefonata che non arriva e, per la cronaca, non arriverà, io lo guardo, lo accarezzo con la mano, lo ostento. Poi, a casa finalmente, lo spacchetto, lo poso sul piatto sul lato B e piazzo la puntina direttamente sulla terza traccia. Corinne parte così, finalmente in sordina, fra uno scricchiolio e un graffio, e io sono felice, penso a tutte le cose a cui questa canzone mi fa pensare e alzo il volume, oddio si se alzo il volume, e allora mi lascio andare, lontano, lontano, mi lascio andare proprio lontano, lontano lontano...
  • Shut the windows - Froth (Outisde (briefly), 2017) Avevo appena scelto due album nuovi da aggiungere in playlist, due album che mi pareva avessero qualcosa in comune ma che invece, in comune, non avevano un cazzo. Il primo è quella noia mortale dei Cloud Nothing che non si capisce come mi sia fatto fregare da tale college rock di basso profilo, il secondo è invece questo gioiello dei californiani Froth che, non è originalissimo, ok, lo sappiamo ormai che è il castigo divino di questi anni del rock, ma è scritto e suonato e registrato egregiamente. Mi piace così tanto che ho appena comprato dal mio spacciatore di fiducia il cd. Ascoltate questa traccia, per esempio, delicata ma dura, '80s ma diversa... insomma, mi innamorai. E abbiate pazienza, quando uno si innamora si innamora, e non potete mica fargli le pulci...
  • Repetition - TV on the Radio (Nine types of lights, 2011) Questo è indubbiamente l'album più strano dei TVOTR, sembra più scanzonato, più leggero, ma lo sapete, non ne capisco niente io di musica pop, e in più spesso non riesco a capire neanche i testi delle canzoni. Però questa canzone così scanzonata, scazzata, così poco TVOTR ma al contempo così riconoscibile, beh, dai, è proprio fica... insomma, Metronomy si, Froth pure, ma TV on the Radio porca puttana, loro mi fanno proprio vibrare tutto...

domenica 18 novembre 2018

Week 46/2018


  • Second song - TV on the Radio (Nine types of light, 2011) Nonostante tutto, ho sempre la cazzo d'impressione che io stesso sia il primo a sottovalutarli.
  • Trimm Trabb - Blur (13, 1998) Mi ci sono ritrovato con questa canzone nel parcheggio del lavoro, qualche uggioso giorno fa, senza nessuna voglia di uscire da quella zona di confort. Sapevo che non potevo restare ficcato al posto di guida di Pandabell per il resto della giornata, ma la forza di scendere, mettere il cappotto, lo zaino, modificarmi i lineamenti fino a raggiungere l'espressione impiegato modello, no, era troppo troppo difficile. Allora ho messo il repeat e mi sono detto appena finisce Trimm Trabb vado. Appena finisce Trimm Trabb vado. Appena finisce Trimm Trabb vado. Appena finisce Trimm Trabb vado. Appena finisce Trimm Trabb vado...
  • Realize my fate - Cloud Nothing (Life without sound, 2017) Mi aveva un po' tratto in inganno questo brano dei Cloud Nothing su cui mi ero imbattuto qualche mese fa e attorno al quale avevo fatto girare le mie speranze di aver trovato, era ora, dei buoni rumoristi. Beh, dei buoni rumoristi lo sono, è evidente, ma a livello di album resta una caratteristica poco approfondita, poco incisiva. Non è male come lavoro, ma a parte qualche brano come questo, il resto è tutto un po' power college rock con un'irritante voce canterina post adolescenziale. Li seguirò, perché sto pezzo è troppo bello per non darmi speranze, ma al momento direi che no, non è ciò che un lesterbanghiano come me cerca ovunque e in ogni momento. Amen.

domenica 11 novembre 2018

Week 44-45/2018

  • Renegades of funk - Rage Against The Machine (Renegades, 2000) Non sono un gran amante dei RATM tant'è che reputo quest'album di cover il loro miglior lavoro, però ieri ero solo a casa (stranamente) e ho messo il volume a palla e la riproduzione random e questa canzone, originariamente scritta e performata da Afrika Bambaataa, è stata la scelta di iTunes. Beh, porca puttana però l'effetto che fa sta roba al volume giusto e al momento giusto...
  • The photograph - Still Corners (Slow air, 2018) Per uno che millanta ignoranza in ambito pop come me non c'è niente di più appropriato che esaltarsi per un album che, sembrerebbe, non ha niente di originale. Che, sembrerebbe, è solo una riproposizione di vecchi catorci anni '80. Che, sembrerebbe, non ha niente di a-van-guar-dis-ti-co e davvero artistico. Niente di più appropriato. Che voglio dire? Proprio niente. Ah, quanto è pericoloso oggi avere un arrogante blog di musica pop!
  • To the Kino, again - Any Other (Silently. Quiently. Going away., 2015) Che vi devo dire, questa qui ha scavalcato una lista d'attesa alta quanto un palazzo di tre piani in via Plebiscito, ma ve lo dicevo che è l'ideale per rilassare le mie povere orecchie dai recenti frastuoni atroci. Non è certo un album che metterei a palla alla guida di Pandabell, però, a casa, un sabato sera o una domenica pomeriggio, fra un libro e una puntatina a Ponyville, ci può anche stare...

domenica 28 ottobre 2018

Week 42-43/2018 - La fine dei trent'anni...

  • Skies over Cairo - Django Django (Django Django, 2012) Mi ci sono imbattuto per caso, ma sto video collage Cleopatra - Django Django mi fa moriri... finalmente, dopo aver visto ciò, sono pronto ad archiviare l'album che si, è carino, ma alla lunga è risultato un po' noioso...
  • A hunger artist - Girls Names (Arms around a vision, 2015) Diciamo che, a proposito di video, questo di A hunger artist, o meglio, l'inizio di questo video, è l'unica cosa che mi fa sorridere ascoltando non solo la canzone in oggetto ma anche tutto l'album. Un po' noioso, questo lavoro che tre anni fa mi aveva solleticato le orecchie chissà perché, un po' già sentito, troppo pacato e troppo eterogeneo. Insomma, gli do un altro paio di possibilità e poi lo metto da parte, che tempo da perdere, io, non ne ho mica...
  • Acque sicure - Virginiana Miller (Il primo lunedì del mondo, 2010) Colonna sonora ideale e reale di questo week end appena passato, in giro per la Vaucluse, a cercare di far finta che sia stata una festa e non un funerale: ebbene si, bisogna che sappiate che finalmente é successo. Ho varcato la soglia dell'adultezza, ho lasciato le acque sicure e sono entrato, come i resti di un naufragio, nell'incognita della vecchiezza. Bah, speriamo bene!

domenica 14 ottobre 2018

Week 41/2018


  • Dying all the time - Helen (The original faces, 2015) Ho flirtato tre anni con quest'album, spostandolo dalla wish list a Spotify, dedicandogli una ricerca privata su eBay, ascoltando di tanto in tanto qualche brano su youTube. Tutto questo per niente, dato che ho appena scoperto che è una gran cagata. Come testimonia perfettamente questo brano non siamo al cospetto di altro che uno shoegazing di fattura orientale (dato che è li che ancora ne sono ossessionati, anche se, bisogna dirlo, ne hanno fatto un genere tutto loro) che ricorda troppo MBV, Asobi Seksu, Ride, Lemon Chair, Boredoms e altri tipi del genere che tanto ho messo da parte che manco i nomi mi vengono in mente... insomma, che vi devo dire? Cancello la ricerca su eBay, lo sposto dalla wish list alla did list e passo avanti. Pazienza, è così che vanno le cose...
  • Something - Any Other (Silently. Quietly. Going away., 2015) Invece l'altro giorno mi sono casualmente imbattuto in questo strano progetto italiano che si allontana molto da ciò che amo ascoltare di norma ma che si avvicina paurosamente a ciò che ascolto quando ho bisogno di cambiare aria. Questa Something è abbastanza punk per ricordarmi Clap Your Hands Say Yeah e altre chiccherie del genere, ma altri pezzi sono più... come dire? Intimi? Nickdrakiani? Non lo so, però sono interessanti, davvero. Io l'ho messa - questa Adele Nigro che si nasconde praticamente da sola dietro la sigla Any Other - in buona posizione della coda Spotify. Non dico che dovete fare lo stesso ma, insomma, datele una possibilità. Addio! 

domenica 7 ottobre 2018

Week 40/2018 - le tre canzoni preferite dei tre album preferiti sotto ascolto al momento


  • Exclusive grave - Rolling Blackouts Coastal Fever (Hope downs, 2018) A poco a poco ci sono arrivato. Questa è la mia canzone preferita di Hope downs. Mi piace un sacco ascoltarla sfrecciando su pandabell direzione mare (voir ufficio in zona industriale) o in vinile a casa in compagnia delle mie splendide donne (voir da solo dopo averle buttate fuori dalla stanza). Poi, certo, ha lo stesso difetto di tutte le altre canzoni: a un certo punto finisce. E anche troppo presto.
  • Default - Django Django (Django Django, 2012) Scegliere invece una canzone da questo di album è proprio difficile. Troppo vario, troppo bizzarro, troppo scoordinato. Al momento mi piace assai questa perché dentro ci sento di tutto, Beach Boys da spiaggia, un leggero dugga, una spruzzata di stramba psichedelia. Sia chiaro, tutto l'album è più che godibile, e mi dispiace aver tenuto questo cd in coda per quasi 6 anni, ma ecco, se dovessi scegliere una canzone, oggi, sarebbe questa.
  • Big maz in the desert - Swell Maps (Jane from occupied Europe, 1980) In questo caso, sarò sincero, non saprei dire se questo sia davvero il mio pezzo preferito da Jane from occupied Europe, ma potrebbe esserlo... ascoltate: rumore industriale a braccetto con energia punk, stridore, distorsioni, luce... sembra proprio uno dei semi dei miei frutti preferiti rock. Quindi, anche se non dovesse poi risultare la mia preferita dell'album, in ogni caso è da campionato pesi massimi!