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domenica 1 settembre 2019

Week 35/2019 - una tripletta controvoglia

  • Cheated hearts - Yeah Yeah Yeahs (Show your bones, 2006) Un problema ricorrente, per me, gli Yeah Yeah Yeahs, un problema ricorrente che, nella speranza di essere prima o poi affrontato e risolto, ricorre come è ricorso casualmente questo pomeriggio. Che poi, sono solo io a trovare Karen O stupenda?
  • Life we know - Django Django (Born under saturn, 2015) Carina sta canzone, se non fosse che è del tutto simile a qualsiasi altra canzone non solo di quest'album, ma anche di quello precedente... ma la buona notizia è che ci siamo, finalmente sono riuscito ad archiviarlo!
  • Estrangers - No Vacation (Estrangers, 2019) Ieri è uscito queso single. Al primo ascolto, ho storto un po' il naso. Al millesimo, ho continuato a storcerlo. Ma solo perché, come al solito, non riuscirò mai ad averne una copia fisica.

domenica 6 gennaio 2019

Week 01/2019 - una tripletta pop

  • Kokomo - Beach Boys (Still cruisi', 1989) Ecco, l'anno passato si è concluso così, con la scoperta a dir poco shockante che la canzone pop che ben 30 anni fa mi aveva ammaliato, cullato, solleticato, accompagnato, addolcito e tanto altro presente nel imprescindibile film Cocktail con Tom Cruise e Bryan Brown non è dei norvegesi A-ha, come (chissà perché) pensavo, ma dei miei amatissimi Beach Boys... ah, se ci fosse il mio amico pop Giorgio Vasta a leggere queste righe, riconoscerebbe subito un lampante caso di falso ricordo che, in buona fede, diventa reale.
  • Pop crimes - Rowland S. Howard (Pop crimes, 2010) Pensavo che Rowland S. Howard fosse diventato famoso perché aveva fatto parte dei Birthday Party, o perché fosse morto prematuramente facendo uscire così il suo disco posticcio, oppure perché aveva questo aspetto da perdente che tanto, si sa, piace agli amanti del pop più attennativo... eh beh, si, Rowland S. Howard è famoso per tutto questo, ma anche perché sto famigerato album posticcio è bello, davvero bello, nero, teso e crudele come dimostra la title track. Beh, che dire? Il mio 2019 si apre così, che più pop non si può. Speriamo che finisca bene ma, sopratutto, speriamo che passi bene!

lunedì 17 dicembre 2018

Week 50/2018

  • We - Blankenberge (Radiogaze, 2017) Questa me la segnalò l'amico Vitale l'anno scorso, proprio in questo periodo, come la migliore traccia shoegaze del miglior album shoegaze del migliore gruppo shoegaze del 2017. Col mio solito comodo, ci sono arrivato a dargli spazio nella mia quotidianità, e devo dire che mi trovo abbastanza d'accordo con l'amico Vitale. Ora però aspettiamo che l'amico Vitale faccia il suo solito lavoro e mi dia la medesima dritta per l'anno 2018 che volge al termine. Così almeno saprò già di cosa parlare fra un anno a quest'ora...
  • Yam Yam - No Vacation (Intermission, 2017) Sempre dal passato 2017, e dunque in vergognoso ritardo, mi sono approcciato solo oggi a questo EP dei miei amatissimi No Vacation, gruppo californiano che dovrei odiare per ovvie ragioni ma che, invece, come sa bene mio cugino e chiunque segua questo scellerato blog, amo tanto, ma davvero tanto, per ragioni che invece mi sono oscure. Non so se questo lavoro sia esattamente l'ultimo pubblicato, ma in ogni caso mi pare assai diverso dai precedenti (anche se non saprei dire in cosa, ignorante come sono, forse nei suoni? Forse nella composizione?) seppur godibilissimo come sempre. Che altro aggiungere? Che Yam Yam è un nome fantastico per una canzone californiana? Si, esattamente questo. Yam Yam è un nome fantastico per una canzone californiana...
  • The stars are like an Avalanche - Swell Maps (Jane from occupied Europe, 1980) Sono così stanco e avvilito che, invece di commentare sta canzone, userò i suoi 3 minuti e 22 secondi di durata per rileggere e correggere le cazzate che ho scritto sopra... Bonne nuit!

domenica 28 gennaio 2018

Week 04/2018


  • Amo XO - No Vacation (2015) E' la prima volta che pubblico il link di un intero EP e non di una singola canzone, in barba al titolo di questa rubrica, ma la coerenza non è il mio forte e in ogni caso, essendo mia questa rubrica, faccio un po' quello che cazzo mi pare. Dunque, dicevo, è la prima volta che pubblico il link di un intero EP e non di una singola canzone e quindi, come tutte le prime volte, sono un po' eccitato quanto cazzoconfuso... intanto, perché ho preso questa decisione? Perché conosco canzoni che da sole durano più di questo intero EP. Poi, perché trasgredire proprio con i No Vacation? Perché questo Amo XO è bellissimo. Infine, lo rifarò? Si, credo che lo rifarò. Abbiate pazienza dunque, come vi dicevo è una prima volta anche per me. Abbiate pazienza, ascoltate questo EP di tredici minuti appena capace di dare una svolta, da solo o in compagnia di un cocktail, di una sigaretta o di quello che volete, a una domenica un po' surreale e datemi fiducia. I singoli si, ma anche gli EP!
  • Tubature - Giorgio Poi (Fa niente, 2017) Certo che per non essere di mio estremo gradimento, st'album sempre in mezzo ai piedi ce l'ho... secondo me potrebbe essere per i gabbiani, per le tubature o per i tombini, ma il fatto è che ogni volta che cerco di eliminarlo dalla playlist, non ci riesco proprio. Ancora non è venuto il suo tempo, evidentemente. Avrà ancora qualcosa da dirmi, il buon Giorgio Poi. Oppure da dire a qualcosa nascosto fra il mio cervello e il mio cuore, vallo a sapere... resta il fatto che non riesca a toglierlo della playlist ne a disprezzarlo come vorrei. Insisti Giorgio Poi, insisti, insisti!
  • Effetti speciali - Virginiana Miller (Venga il regno, 2013) Un altro album che non riesco proprio a mettere da parte è questo Venga il regno dei Virginiana Miller. Qui però la questione è ben più semplice, diretta e onesta rispetto al problema Giorgio Poi: quest'album è semplicemente stupendo. Un album ovunque rock ma con delle zampate pop che uno scialbo romantico come me non può ignorare, non può far finta che non gli violentino il cervello tipo martello pneumatico: "ma ti ringrazio di tutto, per i giorni normali, per gli effetti speciali...". Eh si, basta poco per sconvolgermi il cervello, eppure Giorgio Poi non è proprio in grado di farlo...

lunedì 5 giugno 2017

Week 22/17 - in ritardo, lo so...


  • Archie, marry me - Alvvays (Alvvays, 2014) Allora, ve la faccio breve: ho appena scoperto Spotify, ed è stato come un diluvio. Tutta la musica del mondo mi è piovuta addosso mentre tutte le preoccupazioni scivolavano via, via dal corpo, dai piedi... anche senza pagare i 9,99 euro al mese per l'abbonamento Premium (che comunque faro', magari senza dirlo a mio cugino) ho accesso a tutta la musica del mondo, del presente, del futuro e - in parte - del passato. All'improvviso posso smetterla di sbattermi come un idiota alla ricerca di cd e vinili di gruppi impossibili o quasi come Helen, Craft Spells, Hibou, Le Colour: ecco che me li ritrovo tutti a disposizione. Un diluvio, come dicevo, ma anche un delirio, una maledizione. In pochi click mi sono ritrovato con una playlist chilometrica, ancora più lunga di quella su iTunes e ancora più lunga della lista di cd e vinili in attesa di essere ascoltati (da anni). Da chi cominciare dunque? Il caso ha voluto che cominciassi dai canadesi Alvvays, esponenti di questo meraviglioso nuovo mondo pop a cui prima o poi daro' un nome, sempre che quello stronzo di Reynolds non l'abbia già fatto, e per il quale verro' ricordato fra dieci anni come il più influente blogger della mia generazione. Magari potrebbe essere brighten pop? 
  • Se continuiamo a correre - Motta (La fine dei vent'anni, 2016) Poi, in un lampo di lucidità in quel paese dei balocchi in cui mi ritrovavo immerso (e all'interno del quale per un brevissimo istante ho vissuto il blocco del troppo avere), ho schiacciato i tasti a formare il nome di Francesco Motta, e cosi ecco il secondo scelto della chilometrica playlist del futuro. Insomma, se molti dicono che questo Motta ha rilasciato quello che è stato l'album più bello dell'anno scorso in Italia, allora devo dargli fiducia. E quindi, voilà, anch'esso sotto ascolto. Il problema è che sono già al secondo bicchiere di fresco Pastis e comincio seriamente a barcollare sulla tastiera... e se le dite barcollano sulla tastiera e la lingua assapora il gusto rotondo dell'anice, la testa e le orecchie continuano a correre, no, a dondolare, a bascolare, allora forse mi sa che questo Motta l'esame l'ha quasi superato.
  • Dream girl - No Vacation (Dream girl, 2015) E a proposito di brighten pop, ascoltate che ulteriore passo in la fanno questi californiani e dunque odiosi, per la loro fantasticità, No Vacation. Le loro canzoni iniziano cosi, con queste chitarre scintillanti, letteralmente scintillanti, che illuminano tutto ciò che hanno intorno, oceano, spiaggia, ombrelloni, gabbiani, castelli di sabbia, my little pony, ma poi sul finire, spesso dopo una pausa all'interno del pezzo, la chitarra si innervosisce, come se un Ranaldo uscisse fuori dall'acqua per imbracciare il suo strumento. Cosi anche mio cugino è sistemato. A pensarci pero', forse brighten pop sarà un nome del cazzo, ma al terzo bicchiere di pastis, senza riuscire a smettere di pensare a Ranaldo in costume con i rotoli nella pancia che gli cadono giu, non riesco proprio a pensare a un nome migliore. Quindi, che vi piaccia o meno, io me lo tengo!