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domenica 29 novembre 2015

Week 48/15 - una tripletta post London


  • Gazzelles in flight - Suuns & Jerusalem in my Heart (Suuns & Jerusalem in my Heart, 2015) Mi ha stupito sicuramente la location che Suuns & JIMH hanno scelto per la loro tappa londinese: un buco ad Hackney, di classe si, ma in cui non entravano più di 400 persone. Mi ha stupito anche che il concerto sia iniziato più che puntuale, puntualissimo, così come mi ha stupito che i controlli di sicurezza per entrare fossero del tutto inesistenti, anche se forse è stato meglio così, l'ambiente era più rilassato e tranquillo. Mi ha pure stupito sentire i quattro Suuns e Radwan Moumneh suonare come fossero una cosa sola, suonare dando vita a un'idea nuovissima in cui i due singoli progetti erano riconoscibilissimi ma non amalgamati, sommati a dar vita a qualcosa di nuovo e bellissmo che, per farla breve, mi è piaciuto un sacco. Invece, quello che non mi ha stupito per niente, è che Andrea si sia innamorato di Liam O'Neill dopo neanche il primo colpo di batteria.
  • Watcher in the distance - Coral (The curse of love, 2015) E anche se non era la prima volta che andavo a Londra a vedere un concerto stavolta, probabilmente perchè ho lasciato vergognosamente a casa moglie e figlia e ho fatto il ragazzino con Andrea, ci ho preso gusto. E allora, dato che mi è già arrivata una bella mail con i prossimi tour UK, indovinate quale lacuna concertistica colmerò nella prossima primavera?
  • 1981 - Public Image Limited (This is what you want, this is what you get, 1984) Come promesso (a me stesso), la mattina dopo il concerto mi sono battuto in lungo e largo tutti i negozi di dischi di So.Ho. ma, al contrario di quello che mi ero figurato, non sono riuscito a trovare niente di Girls Names e Girl Band. Dunque, sono rientrato a Aix a mani vuote. Dunque, ieri mattina ho promosso questo album da cose da ascoltare a cose sotto ascolto. Beh, comunque, questo non toglie che, non appena riuscirò a trovare gli album di questi due nuovi e formidabili gruppi, i vecchietti del mio cuore si faranno da parte immediatamente anche perchè, album dopo album, canzone dopo canzone, cominciano a farsi un poco noiosi.

domenica 11 ottobre 2015

Week 41/15


  • Alcune certezze - Fine Before You Came (Come fare a non tornare, 2013) Non sono ancora sicuro di essermi ripreso dall'inconcludente sbornia TBJM ma comunque il punto è: togliete da questa canzone la voce raccapricciante di Jacopo Lietti. Fatto? Bene. Ora ditemi, non vi pare una demo di una possibile out-take dei Cure periodo Bloodflowers? No? Va bene, come dite voi.
  • 3attam babey - Suuns and Jerusalem in my Heart (Suuns and Jerusalem in my Heart, 2015) Sembrerebbe che nel mio paese, o comunque nel paese da cui scrivo, non sia possibile vedere i video di S&JIMH su youTube. Che minchiata! E io, che mi sto strafottendo da mesi ormai il cervello con quest'album, ora, io, come faccio a linkarvi il video della canzone struggente e metallica con cui si chiude la loro collaborazione? Non lo faccio, punto e basta. Vi linko un breve live dei miei beneamini, ma senza il partner dal nome mediorientale. Meglio di niente!
  • Super-sonic - The Brian Jonestown Massacre (Give it back!, 1997) Oh, guardate chi c'è! Ancora Newcomb con la sua famigerata creatura. Ecco, dopo altre due settimane di ascolto forzato, questo è cio che sono riuscito a caverne: mi piace, in un certo qual modo, il sottofondo orientaleggiante di questo brano tirato fuori da un harrisoniano sitar, la chitarra raw di radice MC5iana e stoogesiana, il cantato a litania che ricorda a tratti Lou, a tratti nessuno e quella voce femminile che verso la fine della canzone sussurra qualcosa che non riesco proprio a decifrare. Ecco, questo è davvero tutto, ora sono pronto per sganciarmi da questa tortura. E se per caso la settimana prossima dovessi nuovamente tornarci, allora sarei proprio un buffone.

domenica 5 luglio 2015

Week 27/15

  • Self - Suuns & Jerusalem In My Heart (Suuns & Jerusalem In My Heart, 2015) Ho atteso l'arrivo di questo album con trepidazione, essendo i Suuns uno dei miei tre gruppi preferiti del momento. Con un pò di emozione ho poi finalmente messo il disco sul giradischi e con un'improvviso moto di preoccupazione, peraltro naturale in casi come questi, ho poggiato la puntina sul vinile. La prime canzone è scivolata via così, aiutandomi a sciogliermi un pò. La seconda mi ha inchiodato il cervello al tavolino su cui prima avevo solo poggiati i piedi. La terza canzone, che poi è questa Seif, appena terminata non mi ha lasciato altro da pensare: i Suuns sono, indubbiamente, i nuovi Radiohead. Con tutti i pro e i contro del caso.
  • Price tag - Sleater-Kinney (No cities to love, 2015) Quando invece ho abbassato la puntina su questo vinile ho sentito gli stessi fantastici suoni, le stesse incredibili vibrazioni, la stessa magnifica energia che le Sleater-Kinney sprigionavano dieci anni fa, ai tempi del loro ultimo album. Solo che, questa cosa, non mi è piaciuta per niente. Dico, possibile che gli utlimi dieci anni siano passati solo per noi fan e non per loro tre?