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domenica 14 ottobre 2018

Week 41/2018


  • Dying all the time - Helen (The original faces, 2015) Ho flirtato tre anni con quest'album, spostandolo dalla wish list a Spotify, dedicandogli una ricerca privata su eBay, ascoltando di tanto in tanto qualche brano su youTube. Tutto questo per niente, dato che ho appena scoperto che è una gran cagata. Come testimonia perfettamente questo brano non siamo al cospetto di altro che uno shoegazing di fattura orientale (dato che è li che ancora ne sono ossessionati, anche se, bisogna dirlo, ne hanno fatto un genere tutto loro) che ricorda troppo MBV, Asobi Seksu, Ride, Lemon Chair, Boredoms e altri tipi del genere che tanto ho messo da parte che manco i nomi mi vengono in mente... insomma, che vi devo dire? Cancello la ricerca su eBay, lo sposto dalla wish list alla did list e passo avanti. Pazienza, è così che vanno le cose...
  • Something - Any Other (Silently. Quietly. Going away., 2015) Invece l'altro giorno mi sono casualmente imbattuto in questo strano progetto italiano che si allontana molto da ciò che amo ascoltare di norma ma che si avvicina paurosamente a ciò che ascolto quando ho bisogno di cambiare aria. Questa Something è abbastanza punk per ricordarmi Clap Your Hands Say Yeah e altre chiccherie del genere, ma altri pezzi sono più... come dire? Intimi? Nickdrakiani? Non lo so, però sono interessanti, davvero. Io l'ho messa - questa Adele Nigro che si nasconde praticamente da sola dietro la sigla Any Other - in buona posizione della coda Spotify. Non dico che dovete fare lo stesso ma, insomma, datele una possibilità. Addio! 

martedì 17 ottobre 2017

Week 41/2017 - in ritardo, lo so


  • Desire lines - Deerhunter (Halcyon digest, 2010) Io non ci riesco a credere, ma l'unico motivo per cui continuo a tenere in playlist quest'album dei Deerhunter è per capire cosa siano, cosa facciano, cosa compongano e cosa propongono. E la cosa più allucinante è che non so perché sia cosi importante per me capire tutto ciò. Brutto periodo sto passando, davvero brutto periodo...
  • Six pack - Black Flag (Damaged, 1981) E dev'essere proprio un brutto periodo, per dare una seconda chance persino ai paladini dell'hardcore californiano... ma tant'è, anche loro girano in heavy rotation chez moi... non fraintendetemi, non è che non mi piaccia quest'album o che non ne capisca la grandezza, è solo lo stesso discorso dell'altra volta sugli Stooges. Sono arrivati in ritardo (nei miei ascolti), è il fatto che sia colpa mia non toglie nulla al fatto che li trovi giustamente già sentiti... perché li ascolto allora? Per colmare lacune. Solo per colmare colpevoli lacune.
  • Lady sniff - Butthole surfers (Psychic... powerless... another man's sac, 1984) Oh, è inutile girarci attorno: anche questi stronzi sono in playlist solo per colmare lacune, solo per colpa di quell'altro stronzo di Symon Reynolds... ho una pila alta così di Nick Cave, PJ Harvey, Bjork, TV on the Radio, Roy Orbison, George Harrison, Belle e scassacazzo Sebastien, Spiritualized e io, io perdo tempo con questi stronzi completamente fuori di testa... e ve lo dicevo io, proprio brutto, brutto, brutto periodo sto passando...

domenica 16 ottobre 2016

Week 41/16

  • The Universal - Blur (The great escape, 1995) Allora, fra meno di due settimane Giulietta dovrà operarsi di tonsille e adenoidi. Un intervento ad anestesia totale, per quanto leggera, a neanche tre anni. Ho voglia di provare ad aggiustarmi umore e giornata con questa canzone. Ho voglia di sentirmi leggero come mi sentivo 21 anni fa. La verità è che ho una figlia, che si deve operare, che mi piaccia o no. La verità è che mai più mi sentirò leggero come 21 anni fa. E allora, manco lo sapevo di viaggiare cosi leggero.
  • Be my baby - Ronettes (Presenting the fabulous Ronettes featuring Veronica, 1964) Quando torneremo dall'ospedale, Giulietta avrà il suo triciclo nuovo, rosso o blu, forse lei lo preferisce blu, con disegnato Minnie o Topolino, vedremo, che l'aspetterà a casa. Poi verranno quindici giorni di degenza e semi-quarantena, con pasti a base di gelato e coccole e cartoni, aspettando e temendo la complicazione, quella riapertura delle piccoli cicatrici di cui tutti parlano. E per quel che mi riguarda, altro che triciclo rosso o blu con Minnie o Topolino. In quei quindici giorni un sorriso non me lo strapperete neanche se mi portate una Cadillac rosa con sopra - non stampate, ma in carne e ossa - tutte le Ronettes, compresa Veronica e Phil Spector.
  • These boots are made for walkin' - Nancy Sinatra (These boots are made for walking', 1966) E poi la vita ricomincerà a scorrere via, fra abbracci, litigi, dispetti reciprochi, giochi pericolosi, pop corn davanti la TV, twist improvvisati in salotto e cose del genere. Insomma, non saremo la famiglia Vianello, e manco i Simpson, pero', tonsille o meno, adenoidi o meno, stivali a punta o ciabatte da casa, non ci annoiamo mica noi...

domenica 11 ottobre 2015

Week 41/15


  • Alcune certezze - Fine Before You Came (Come fare a non tornare, 2013) Non sono ancora sicuro di essermi ripreso dall'inconcludente sbornia TBJM ma comunque il punto è: togliete da questa canzone la voce raccapricciante di Jacopo Lietti. Fatto? Bene. Ora ditemi, non vi pare una demo di una possibile out-take dei Cure periodo Bloodflowers? No? Va bene, come dite voi.
  • 3attam babey - Suuns and Jerusalem in my Heart (Suuns and Jerusalem in my Heart, 2015) Sembrerebbe che nel mio paese, o comunque nel paese da cui scrivo, non sia possibile vedere i video di S&JIMH su youTube. Che minchiata! E io, che mi sto strafottendo da mesi ormai il cervello con quest'album, ora, io, come faccio a linkarvi il video della canzone struggente e metallica con cui si chiude la loro collaborazione? Non lo faccio, punto e basta. Vi linko un breve live dei miei beneamini, ma senza il partner dal nome mediorientale. Meglio di niente!
  • Super-sonic - The Brian Jonestown Massacre (Give it back!, 1997) Oh, guardate chi c'è! Ancora Newcomb con la sua famigerata creatura. Ecco, dopo altre due settimane di ascolto forzato, questo è cio che sono riuscito a caverne: mi piace, in un certo qual modo, il sottofondo orientaleggiante di questo brano tirato fuori da un harrisoniano sitar, la chitarra raw di radice MC5iana e stoogesiana, il cantato a litania che ricorda a tratti Lou, a tratti nessuno e quella voce femminile che verso la fine della canzone sussurra qualcosa che non riesco proprio a decifrare. Ecco, questo è davvero tutto, ora sono pronto per sganciarmi da questa tortura. E se per caso la settimana prossima dovessi nuovamente tornarci, allora sarei proprio un buffone.

sabato 11 ottobre 2014

Week 41/14

  • Dry the rain - Beta Band (the three EPs, 1998) Secondo molti questa è la canzone migliore di uno dei gruppi migliori degli anni '90 (che poi, secondo molti, sono gli anni migliori per la musica migliore). Ora, non è che non mi piaccia, è anche carina con quella slide guitar, l'aria sonnolenta, il cantato scazzato e le trombe latine, ma è di una pochezza sconcertante. Dico, ripeto, non è che non mi piaccia, davvero, ma se secondo molti questa è la canzone migliore di uno dei gruppi migliori degli anni '90, e se davvero a costoro piace questo approccio alla musica, beh, allora mi permetto di consigliar loro di perdere parte del loro tempo migliore e ascoltare certi signorotti dai nomi buffi come Beck e Beastie Boys. E credo che alla fine cambieranno un pochino idea, e su Dry the rain, e sulla Beta band.
  • Banging the door - Public Image Limited (Flowers of romance, 1981) Il groove di Banging the door non è seplicemente malato: è esso stesso la malattia. Anzi, è il virus della malattia. Quel virus altamente contagioso che dai Velvet Underground, passando per i PIL, si è insinuato poi nella musica di chiunque: Depeche Mode, Mercury Rev, Tricky, Massive Attack, Einsturzende Neubaten, Aphex Twin ed altri, ed altri, ed altri ancora. E ora, ora che si è insinuato anche nel mio cervello, ora, ora che è troppo tardi per cercare un vaccino, come faccio a guarire da questa malattia senza lasciare troppi segni evidenti sul mio già martoriato corpo? Just banging the door?
  • Mitiche idee - Flor (Flor, 2014) Ecco la risposta. Ascoltando una solare, sincera, semplice e sana canzone dei miei Flor! Duppi duppi du, duppi duppi du...

sabato 12 ottobre 2013

Week 41/13


  • Intermission - Blur (Modern life is rubbish, 1993) Stavo facendo lo sborone, lo ammetto, e mentre parlavo piegavo la testa di lato di tanto in tanto e sbattevo lentissimissimamente le palpebre dei miei occhi. I Blur non hanno segreti per me, dicevo compiaciuto, sono come un libro aperto per me! Il loro parco suoni, gli stili di composizione... non è certo perchè non conosco Modern life is rubbish che i Blur... a quel punto mio cugino si è alzato, immerso nel suo solito silenzio oppiaceo, e mi ha fatto ascoltare questa canzone. Poi, per la prima volta nella sua vita, lo ha detto anche a me: Coglione! Finalmente, chissà da quanto tempo aspettava questo momento...
  • Freak scene - Dinosaur Jr. (Bug, 1988) Non vedevo questo video da anni e, quando questo pomeriggio mi è finito davanti agli occhi, ho sentito una fitta al cuore: capelli che gli svolazzano di qua e di la, piroette a bizzeffe come se fosse vivo e quando poi si piega sulla chitarra minuscola per violentarla... dio, per me J Mascisc è come uno di famiglia ed io gli voglio bene. Hai sentito J? Io ti voglio bene! IO TI VOGLIO BENE!
  • Song of the minerals - Shellac (At Action park, 1994) Visto che sono in vena di squallidi sentimentalismi, colgo l'occasione per tendere una mano agli Shellac: è un grande album questo At Action park, non c'è che dire, e questa canzone (che è probabilmente la più melodica dell'album) è puro spettacolo. Attento Albini, mi stai ancora sulle palle, con quella tua voce da palle strizzate, ma ti do un'altra chance. Vedi di non sprecarla...