Visualizzazione post con etichetta week 35. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta week 35. Mostra tutti i post

domenica 1 settembre 2019

Week 35/2019 - una tripletta controvoglia

  • Cheated hearts - Yeah Yeah Yeahs (Show your bones, 2006) Un problema ricorrente, per me, gli Yeah Yeah Yeahs, un problema ricorrente che, nella speranza di essere prima o poi affrontato e risolto, ricorre come è ricorso casualmente questo pomeriggio. Che poi, sono solo io a trovare Karen O stupenda?
  • Life we know - Django Django (Born under saturn, 2015) Carina sta canzone, se non fosse che è del tutto simile a qualsiasi altra canzone non solo di quest'album, ma anche di quello precedente... ma la buona notizia è che ci siamo, finalmente sono riuscito ad archiviarlo!
  • Estrangers - No Vacation (Estrangers, 2019) Ieri è uscito queso single. Al primo ascolto, ho storto un po' il naso. Al millesimo, ho continuato a storcerlo. Ma solo perché, come al solito, non riuscirò mai ad averne una copia fisica.

domenica 2 settembre 2018

Week 35/2018

  • Desert eye - Black Bones (Kill kill, 2017) L'estate che volge al termine è sempre spunto di cliché, adorabili cliché, tristi, depressivi, rabbrividosi, colorati, amichevoli, romantici, commoventi e malinconici cliché. Non so di che parla sta canzone, ma mi pare la colonna sonora perfetta per l'estate che volge al termine. E, ovviamente, per i suoi adorabili, tristi, depressivi, rabbrividosi, colorati, amichevoli, romantici, commoventi e malinconici cliché.
  • Bleed - Shannon Wright (In film sound, 2013) Inutile negarlo, mi sono preso una cotta, non tanto per quest'autrice, - troppo schizofrenica, troppo eterogenea - ma per quest'album, nero, compatto, duro. Bleed è fra le tracce meno caustiche e abrasive, incastonata fra gli altri pezzi come una boccata d'aria in mezzo a giorni feroci. Eppure, credo che con un titolo così, il testo non sarà proprio una passeggiata rigenerativa. Magari è solo la quieta prima e dopo la tempesta. Un tranello. Beh, comunque, ora me lo vado a leggere e poi vi dirò.
  • I'd rather dance with you - Kings of Convenience (Riot on an empty street, 2004) Qua si cominciano a sentire quei suoni più tipici dei gruppi paralleli di Erlend come i favolosi The whitest boy alive eppure, non so come, ma ci sta, questa canzone, in un album più o meno acustico come Riot on an empty street. Nonostante il continuo lamento delle restanti undici tracce (esclusa quindi Misread), non stona. E poi, il video è troppo fico.

domenica 4 settembre 2016

Week 35/16


  • Modern dancing - TRAAMS (Modern dancing, 2016) Da un paio di mesi ormai mi trastullavo allegramente con questo esordio dei TRAAMS, e per tutto questo tempo mi sono chiesto: ma perché, cosi poco originali in fondo, questi ragazzetti mi piacciono cosi assai? E finalmente stamattina, stravaccato sul divano accarezzando i capelli di Giulietta, sono arrivato ad una risposta: assomigliano vaccamente ai miei Wire, come si evince benissimo da questa bellissima canzone. Quindi, risposta convincente, sicuro, ma anche spiazzante. E ora, che si fa? Si continua ad amare i TRAAMS anche se ci sono gia i Wire? (Risposta: si).
  • Oggi - Afterhours (Folfiri o folfox, 2016) In che difficoltà enormi mi sta mettendo questo nuovo lavoro degli Afterhours! Dopo una decina di ascolti sono ancora completamente confuso, comunque più propenso a bocciarlo che a promuoverlo. Ho adocchiato pero questa Oggi che mi sembra cosi bella da farmi sperare in un cambio di idea. Non ci sono soluzioni spettacolari come nelle altre canzoni, non ci sono quelle irritanti chitarre angolari di Iriondo (penso) ne le grida preistoriche Di Manuel al posto del canto. E' una canzone onesta, trasparente, bellissima come ho sempre avuto il diritto di aspettarmi dai miei, e sottolineo miei, Afterhours. Con formazione spettacolare o senza.
  • We must learn to rise - Fat White Family (Songs for our mothers, 2016) Ascoltare questo brano live aggiunge ulteriore angoscia all'ascolto della registrazione su disco. Angoscia, claustrofobia, rabbia, decadenza. E mentre penso a tutto questa depressione, Francesca si affaccia dalla porta e mi fa: "E non ti dimenticare di pagare le tasse!".

domenica 30 agosto 2015

Week 35/15


  • In Parallax - Algiers (Algiers, 2015) Gli splendidi minuti finali di questa splendida canzone sono lo splendido finale di questo splendido album d'esordio degli Algiers. E il fatto che poi segua una ghost track altrettanto splendida non fa altro che amplificare la sensazione di splendore. Chiaro, no?
  • Angelo - Prozac + (3Prozac+, 2000) Questa canzone non era prevista nella tripletta di oggi e quando mio cugino vedrà che ho stravolto all'ultimo secondo la scaletta, penso mi ammazerà. Ma va bene così, sono disposto a correre il rischio: in questi giorni sono un verme, vittima di nostalgia post-adolescenziale, che non fa altro che ascoltare solo roba pubblicata fra il '95 e il 2000. Non erano fra i miei preferiti, i Prozac +, ma si può mai non adorare una canzone che porta per titolo il proprio nome di battesimo?
  • The Last Song I 'll Ever Sing - Gavin Friday (Shag Tobacco, 1996) Domani Giulietta inizia l'asilo, a neanche due anni, inizia l'asilo. Diventa adulta, una bambina grande, con la sua vita, i suoi amici, le sue abitudini, i suoi segreti. Perdonatemi se mi sento così confuso ma questa, davvero, potrebbe essere l'ultima canzone che mai canterò...

domenica 31 agosto 2014

Week 35/14

  • Map ref. 41N 93W - My Bloody Valentine (Map ref. 41N 93W, 1996) Quando pochi giorni fa ho scoperto questa canzone, ho pensato sul momento che una cover di una delle mie canzoni preferite di uno dei miei gruppi preferiti da parte di un altro dei miei gruppi preferiti non poteva che essere una cacata. E invece no, invece è fantastica! E' fantastica perchè Kevin & co. non strafanno nel tentativo narcisistico di dimostrare che siano meglio dei Wire, e che la loro Ref Map sia meglio di quella dei Wire. E' fantastica perchè inizia allo stesso modo della versione originale, ma poi, secondo dopo secondo, diventa a tutti gli effetti una canzone dei My Bloody Valentine. E' fantastica perchè, quando una canzone è scritta bene, è scritta bene, e se viene suonata con rispetto, non importa se dal grande gruppo che l'ha scritta o da un altro grande gruppo che l'ammira, allora possiamo esserne tutti contenti. E basta. Oh!
  • Every other Freckle - Alt-J (This is all yours, 2014) E' difficile per un ascoltatore approcciarsi al secondo album di un artista, soprattutto se il primo ti è piaciuto molto. E in effetti, immagino, sia difficile anche per l'artista stesso: che faccio, sperimento, o ripeto la stessa formula? Perdo ascoltatori ma ne acquisto altri o mi tengo quelli vecchi? Trovo una via di mezzo? Il punto è che gli album pari dovrebbero sempre essere presi con le pinze, sia dagli ascoltatori, sia dall'artista. Perchè, se l'artista è un vero artista, difficilmente potrà restare fermo su se stesso, ma è anche vero che, se l'artista è un vero artista, avrà bisogno di un pò di tempo per trovare la giusta nuova strada. Per questo, se l'ascoltatore è un vero ascoltatore, allora dovrebbe sempre essere cauto con gli album pari: perchè solitamente sono quelli di transizione, quelli in cui si sentono ancora i vecchi approcci ma se ne colgono anche migliaia di altri nuovi, magari solo timidamente abbozzati, fra cui, probabilmente, l'artista, coglierà poi quello che deciderà il prossimo album dispari e quindi la strada artistica da proseguire, lasciando decidere all'ascoltatore se continuare a seguire l'artista o meno. E così, siamo alla fine della tiritera, in questa canzone, che è il singolo che anticipa il nuovo e secondo album degli Alt-J, si sente un ottimo riassunto degli Alt-J passati, e una grande anteprima di quelli che si spera siano gli Alt-J futuri. Poi, se loro con un colpo di coda sorprenderanno tutti gli ascolatatori, andando compleatamente in un'altra direzione, allora magari ne riparleremo.
  • ◌ (Circle) - Boredoms (Vision creation newsun, 1999) Ho sempre avuto un occhio di riguardo per la scena rumorista giapponese, e per questo sono sempre stato preso per il culo da mio cugino. Figuriamoci poi da quando ha scoperto che, questa scena, ha anche un nome, cioè Japanoise. Dice che sono solo dei tappetti che si dimenano sul palco come se avessero il ballo di san Vito, che non sanno suonare, che sono ridicoli. Io, volendo, gli posso anche dare ragione. Ma i Boredoms non me li deve toccare nessuno, neanche lui. Loro non hanno niente da spartire con tutti gli altri Japanoiser. Basta ascoltare questo incredibile Vision creation newsun e questa incredibile ◌ (Circle) che lo apre: shoegaze, ambient, new age, space rock, classic. Un delirio. Però è chiaro, io i Boredoms non li vedrò mai dal vivo: vorrei evitare di scoprire che anche loro altro non sono che tappetti che si dimenano sul palco come avessero il ballo di san Vito, e che non sanno suonare, e che sono ridicoli. Fosse così, come potrei ancora difenderli a spada tratta contro quel bastardo di mio cugino, anche se hanno fatto un album come questo?

domenica 1 settembre 2013

Week 35/13 - una tripletta dell'ultimo minuto (e totalmente inusuale) perchè me ne ero completamente dimenticato!


  • Don't worry baby - Beach Boys (Shut down vol.2, 1964) Una settimana di vacanza senza possibilità di accesso a fonti musicali, una settimana di silenziosa introspezione vagliando quel juke box naturale che è il nostro cervello (anche se il gettone si mette nel cuore) e cosa ne esce fuori? Che alla fine, la canzone che canto più spesso sotto la doccia mentre cerco di scrostarmi il sapore di sale che ho sulla pelle, è questa meravigliosissima poppeggiante e appena appena psichedelica Don't worry baby. Che poi, pagherei io, per essere nato settant'anni fa, ed essere stato un Beach boy...
  • Amore disperato - Super B. (Super B, 1998) Come dicevo, la forzata astensione al leggittimo godimento musicale porta a, non dico brutte, ma di sicuro inaspettate sorprese (che poi, se non fossero inaspettate, in effetti, che sorprerse sarebbero?) e il secondo brano più karaokato da me sotto la doccia - eh si, immaginatemi pure: cuffietta a pallini per i capelli, l'albino culetto schiumato che sculetta di qua e di la, braccio della doccia usato come microfono - è la cover di Amore disperato, di Nada, per mano dei Super B. Chi erano questi? Cosa volevano? Che fine hanno fatto? Boh, chissenefrega, dico io. Tanto da oggi torno ad ascoltare musica seria... non è vero, sto bluffando!, questa canzone mi piaceva e mi piace ancora da morire. E la canto spessissimo e senza vergogna!
  • Com'è profondo il mare - Lucio Dalla (Com'è profondo il mare, 1977) Bruciato, ucciso, umiliato, piegato ma, ciò nonostante, com'è profondo il mare. Fine della vacanza belli, si torna al dramma collettivo.