- A2 - Froth (Duress, 2019) Questo post era stato scritto tre settimane fa, ma per varie ragioni non è stato pubblicato. E ora, ora che mi accingo a riprenderlo, reciclarlo e riutilizzarlo, mi rendo conto che in tre settimane tutto è cambiato. Per cui lo cancello, e lo riscrivo. Rispetto a tre settimane fa il mio umore è a pezzi, i miei stimoli sono al minimo, la mia vitalità sfiora la tragedia. Tutta colpa dell'acufene, che all'improvviso, dall'oggi al domani, ha deciso di esplodere senza nessuna ragione e di rovinarmi definitivamente la vita. Non bastano più i rumori ambientali per coprirla, non bastano più le continue chiacchiere delle mie donne, non basta più la sera starmene sparapanzato sul divano con un libro e un disco in sottofondo per starmene un po' in pace. Perché è questo il punto: con l'acufene, non si sta mai in pace. Una tragedia. Ma ciò nonostante i Froth, i miei amati Froth, continuano a girare vorticosamente ovunque, a casa, su Pandbell e nel mio cervello. Sono uno dei miei rimedi all'acufene, al dolore e allo sconforto. Quindi, Froth vs Acufene. Alla lunga vincerà l'acufene, è ovvio, ma per ora sono in vantaggio i miei Froth. Facciamolo durare a lungo.
- The bay - Metronomy (The english riviera, 2011) A volte, seppur raramente, mi capita di prendere la macchina di Francesca al posto di Pandabell, e sempre dimentico di prendere la mia chiavetta e dovermi di conseguenza accontentare di quello che c'è nella sua. E in questo periodo, non so perché, non sono mica responsabile della programmazione musicale di mia moglie, dentro la sua chiavetta c'è uno dei miei album feticcio, ovvero The english riviera dei Metronomy. Ora, acufene o non acufene, Pandabell o non Pandabell, quando parte The bay, è sempre un flash. Il volume si alza e la strada si snoda a passo di basso. Ogni volta, per un attimo, tutto diventa di nuovo una festa nella mia testa, e il desiderio di scavarmi il timpano con un ferro da maglia si riduce fino a sparire. Tutto bene, allora. Qual è il problema? Che dopo quattro minuti e cinquanta secondi tutto finisce, e quel maledetto fischio è di nuovo li. Chiamatemi pure Bella addormentata nel bosco, ma quando gira The bay, tenete lontano da me quei maledetti fusi per fare la maglia. Prima che tutto volga al peggio.
- Venus in Leo - HTRK (Venus in Leo, 2019) Ecco quello che so della mia acufene: che non è dovuta ad anomalie nel cervello, essendo la risonanza magnetica ok; che non è dovuta ai miei cinque (si, cinque) denti del giudizio, avendoli scippati l'anno scorso senza che niente cambiasse; che non è legata alla cervicale, essendomi fatto manipolare da un'osteopata senza miglioramento alcuno. E poi so che aumenta in caso di raffreddore e che proprio esplode in caso di raffreddore in aereo. So che non basta più il rumore esterno dell'ufficio o di un film per mascherarla. E so anche che dovrò imparare a conviverci sperando che non peggiori ancora o che non si abbassi troppo l'udito con la vecchiaia, essendo l'udito funzionante l'unica cosa che può aiutare a coprirla. So che dovrò iniziare un robbosissimo percorso di meditazione, protocolli si gestione dell'ansia e della concentrazione, magari diventerò tutto new age e smetterò per sempre di essere sesso e droga e rock and roll, comincerò ad ammirare la bellezza delle montagne invece di quella di un vicolo lercio di un quartiere di città. So anche che uno dei modi migliori di addormentarmi è con della musica di sottofondo, anche se questo mi obbliga ad addormentarmi nel divano. E dovendo scegliere della musica di sottofondo, quest'album appena uscito degli HTRK cade a pennello. Meno rock del precedente, più etereo e notturno. Insomma, l'ideale per cadere nel sonno imbottito di valeriana, lacrime in qualche caso e tanti, tanti pensieri brutti.
- Prefab Castle - Girl Band (The talkies, 2019) Forse non sono stato molto chiaro, per cui cercherò di spiegarmi meglio. L'altro giorno con Pandabell incappo in un cantiere, la cui coda di attesa è lunga, parecchio lunga. C'è un semaforo che alterna il vai e vieni per cui si sta cinque minuti fermi immobili e poi si cammina per trenta secondi. Si sta immobili per cinque minuti e poi si cammina per trenta secondi. Io penso, poco male, c'ho Girl Band da ascoltare per bene. Che me ne frega. E così skippo all'album dei miei beneamini, alzo il volume adeguatamente, e schiaccio play. Poi, quello che è successo, non è chiaro neanche a me. So solo che quei quaranta minuti di coda che ho fatto sono passati troppo velocemente, e troppo bene. Ne avrei fatti altri quaranta. E questo va bene, ci può stare, tutto per non andare al lavoro. Ma il punto è che quando questa tentacolare Prefab Castle ha cominciato a svilupparsi, a insinuarsi!, lungo tutta la sua durata, avviluppandomi e violentandomi il cervello, io ho avuto come un'illuminazione, facile, d'accordo, essendo solo una conferma a sospetti già noti: Girl Band, lo testimonia quest'album, lo testimonia questo brano!, è il più grande gruppo d'avanguardia noise mai esistito. Ha superato tutti. Compresi My Bloody Valentine e Sonic Youth. E questo è quanto. Spero ora sia chiaro.
- UFOF - Big Thief (UFOF, 2019) Zzzz... che volete... zzzz... ogni tanto ancora zzzz ci casco... zzz...
- Speaker's corner - Uzeda (Quocumque jeceris stabit, 2019) Per fortuna, poi, ci sono loro a tirarmi fuori dai guai. Tredici anni per uscire fuori un album ma alla fine, è sempre una botta. Sembrano sempre uguali ma basta ascoltare questo brano per capire che sono legegrmente diversi. Meno nervosi, più ragionati, quasi quasi melodici. E sempre magnifici. Che dire? Merci!
- Endless blue - The Horrors (Skying, 2011) Avevo deciso di abbandonare il blog ma poi, per noia e arroganza, ho deciso di rimetterlo in vita. Si, ok, per noia e arroganza ma anche per urgenza lo ammetto. Perché, comunque, cosa te ne fai di una canzone spettacolare appena scoperta quando non puoi condividerla col mondo? Ecco, questa è la verità. E di canzoni spettacolari appena scoperte, ultimamente, ce ne sono state parecchie. Cominciamo da questa Endless blue che, al contrario di quello che dice, sembra capace di sbarazzarsi eccome della tristezza iniziale in cui sembra immersa. Per me già andava bene la parte iniziale, un blue appunto dolcissimo in cui perdersi, fra fiati psicgedelici e voli leggeri, ma non contenti gli Horrors al centesimo secondo esatto cambiano registro e si sbarazzano del blue tirando fuori un riff ipnotico quanto acido, un continuo saltellare al posto di volare... bella storia questa degli Horrors, davvero. Un ottimo motivo per tornare.
- Xvanos - Froth (Duress, 2019) Duress non è il capolavoro che speravo, ma è un bellissimo album in cui lo stile inconsueto dei Froth si sponge in direzioni diverse come a voler esplorare il (loro) futuro sonoro. In ogni caso, anche se non solidissomo, Duress è pieno di canzoni stupende e senza troppi paradigmi. Questa Xvanos per esempio è fra le mie preferite. Uno sghembo avanzare su una sezione ritmica come al solito di pietra, niente riff di chitarra ma una serie di fraseggi e micro assoli, la voce sorniona di Joo Joo e una spolverata di elettronica qua e la. E, ovviamente, il solito background crepuscolare che dei Froth è il marchio di fabbrica. Love!
- Salmon of knowledge - Girl Band (The talkies, 2019) E ora veniamo a noi, alle cose un po' più serie. Lo sapete meglio di me, quando esce il nuovo album di uno dei gruppi migliori mai comparsi sulla terra, o per lo meno sulla propria play-list, l'universo viene sconvolto: non si dorme più la notte, ci si approccia con ansia a ogni nuovo ascolto, si leggono le recensioni on line per capire dove sta il baricentro. Quindi, immaginate me quando è finalmente arrivato a casa sto benedetto vinile atteso per ben quattro anni. Innanzi tutto, ho dovuto mandare fuori casa le orecchie sensibili di madre e figlia. Poi ho calato con accortezza la puntina sul disco e infine mi sono sparapanzato sul divano, perfettamente al centro e di conseguenza perfettamente al centro fra le due casse, con le orecchie bene aperte e il telecomando in mano. Di tutto il resto, è anche inutile parlarne...
- Braindrops - Tunder Fuck Storm (Braindrops, 2019) Questa canzone è zaurda come quelle degli Sleaford Mods, però è molto più cool di qualsiasi altra cosa gli Sleaford Mods abbiano mai fatto. E poi 'sti Tunder Fuck Storm sono asutraliani e quindi, anche se il tizio è più zaurdo di ognuno degli Sleaford Mods, sono per questioni storiche e modaiole molto meno zaurdi degli inglesi Sleaford Mods. Chiaro, no?
- Fringe runner - Fat White Family (Serfs up!, 2019) Torniamo in Inghilterra, torniamo dalle parti di Londra. Non ho più dubbi su quanto sia noioso l'album dei Fat White Family. Ogni volta che mi decido a metterlo su, a casa o su Pandabell, mi esalto da morire con le prime due tracce e poi cado nella depressione con tutte le restanti. Tutto noioso, già sentito. Ho giusto due sussulti, uno verso la fine con la già trattata Rock Fishes, e l'altro con questo a metà scaletta. Il resto, davvero, lasciamo perdere...
- Tainted love - Boppin' Kids (Prefisso interattivo 095, 1986) Oggi ho deciso che era il caso di cominciare a dare anche una sfoltatina ai vinili che sto accumulando. Così, pescato quasi a caso dal mucchio in attesa che comprende, per la cronaca, roba di Killing Joke e XTC, Pere Ubu, ho messo sul piatto questa compilation di 33 anni fa che doveva, immagino, celebrare, spingere, promuovere, immortalare il fermento rock della Catania dell'epoca. Devo ammettere che delle undici tracce e degli undici artisti in scaletta, questa era l'unica canzone che conoscevo, dell'unico gruppo che conoscevo. Loro, dice la leggenda, erano perennemente in tour per il mondo, sud America e Giappone compreso, a sciorinare le loro perle garage psycho rock, e alla chitarra voce e scrittura sfoggiavano niente di meno che Brando... no, non Marlon Brando, ma il nostro Brando, quello che poi fece dischi carini da solo e poi ancora si mise alla produzione della Soleluna di Lorenzo Cherubini. Insomma, qua si va su roba seria, e magari ne parleremo un'altra volta... nel frattempo, godetevi questa splendida cover dei Soft Cells!
- Cheated hearts - Yeah Yeah Yeahs (Show your bones, 2006) Un problema ricorrente, per me, gli Yeah Yeah Yeahs, un problema ricorrente che, nella speranza di essere prima o poi affrontato e risolto, ricorre come è ricorso casualmente questo pomeriggio. Che poi, sono solo io a trovare Karen O stupenda?
- Life we know - Django Django (Born under saturn, 2015) Carina sta canzone, se non fosse che è del tutto simile a qualsiasi altra canzone non solo di quest'album, ma anche di quello precedente... ma la buona notizia è che ci siamo, finalmente sono riuscito ad archiviarlo!
- Estrangers - No Vacation (Estrangers, 2019) Ieri è uscito queso single. Al primo ascolto, ho storto un po' il naso. Al millesimo, ho continuato a storcerlo. Ma solo perché, come al solito, non riuscirò mai ad averne una copia fisica.
- Rock Fishes - Fat White Family (Serfs up!, 2019) Quest'album è da poco entrato in heavy rotation dalle mie parti e se devo darne un giudizio, a parte quello entusiasta che diedi tempo fa senza averlo ovviamente ascoltato, è che non ci si capisce un cazzo. E questo non è un bene. A me pare che i pezzi siano tutti belli, come questa bizzarra Rock Fishes che mi ricorda tante cose belle dei tempi che furono, ma credo che sia proprio questo il problema. Ogni pezzo sembra se ne vada per i cazzi suoi, ognuno in una direzione diversa, a volte contraddittorie l'una con l'altra, a volte vagamente convergenti, ma comunque tutte rivolte al passato... come ci si può dunque realmente pensare di affezionarcisi a un album del genere?
- Marbles - Dead Vibrations (Dead Vibrations, 2019) Questa canzone invece l'ho pescata a casaccio dall'album d'esordio dei Dead Vibrations... a casaccio perchè tanto, ne prendevo una, o ne prendevo un'altra, non è che facesse molta differenza...
- Vibrations - Django Django (Born under saturn, 2015) Parliamoci chiaro, sono stato in vacanza. E ogni vacanza ha la sua colonna sonora. Che dipende da diversi fattori. Compagnia. Luogo. Durata. Ma con me queste regole non valgono. Solitamente la colonna sonora è scelta a casaccio o, meglio, è autoscelta a casaccio. In questa vacanza estiva 2019 in compagnia delle mie due donne, a mollo nel più meridionale mare siciliano, per una settimana, questo noioso disco dei Django Django si è autoselezionato e imposto all'ascolto. Oh, ma va bene, c'è di peggio, soprattutto se si è nel mare siciliano, con due donne, per una settimana. C'è sempre di peggio...
- Mistekan for strangers - The National (The boxer, 2007) Per esempio, c'è questo disco dei The National che si è autoimposto come quello dei Django Django... che già a me i gruppi che si chiamano "The" e qualcosa non solo mi stanno sulle palle ma mi parono pure tutti gli stessi, ma poi se sono così noiosi, se si prendono così sul serio con sto vocione alla Stuart Staples senza essere Stuart Staples e sti suoni alla Arcade Fire senza essere gli Arcade Fire (manco i secondi o i terzi Arcade Fire, quelli scadenti insomma), beh, ecco, è tutto un casino. Ma tant'è, esattamente come Django Django, ci siamo assuppati anche The National. E stavolta però, non so come poteva andare peggio...
- Going Norway - Girl Band (The talkies, 2019) E infatti non è andata peggio. Poteva solo migliorare e il fato, o meglio, le strategie di marketing, ha trovato questo modo per tirarmi fuori d'impiccio. Una mattina, mentre mi sbrodolavo sulla spiaggia, ecco che arriva una mail che mi invita a vedere in anteprima il nuovo video del nuovo singolo dei Girl Band. È un attimo, e tutto, magicamente, torna al proprio posto. Ogni dubbio è sciolto, ogni buco sonoro è riempito. In loop, in compagnia di chiunque, in ogni centimetro di spiaggia. Girlbandforever. Yeah!