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domenica 1 marzo 2020

Week 09/20 - eccomi qua

  • We carry on - Portishead (Third, 2008) Eccomi qua, sono tornato. Non sono allegro, come dimostra questa prima canzone, e difficilmente lo sarò per i prossimi tempi. Ammesso, è ovvio, che ci siano dei prossimi tempi. Non so da dove iniziare a spiegare i fatti, per cui andrò un po' a casaccio. Ho un inferno nella testa, che mi fa vivere male, che mi contorce i pensieri, gli obiettivi, le aspettative. Ho pensieri neri, pensieri suicidi. Ho la depressione. Ciò che scrivo, tutte stronzate. È una parte di me che esiste, che mi tiene a galla, ma quanto ancora potrà tenere? Pandabell, Francesca, Giulietta e le gioie della musica pop. Si, ma non sono io. Non del tutto. Io sono la depressione, io sono il post punk, io sono l'equilibrista. L'acufene è solo il sintomo. Io sono quello che si guarda allo specchio e si chiede perché. Io sono quello che vuole andare a fondo ma non è capace di fare neanche questo. Io sono nero, io sono marcio, corrotto, io sono depresso, cattivo, sconvolto, drogato, io sono quello che si nasconde dietro la facciata. Ma intanto eccomi qua, e a poco a poco saprete tutto di tutto, tutto di ciò che combatto.
  • Heaven - Walkmen (Heaven, 2012) Una delle cose più deprimenti che mi sia capitata negli ultimi tre mesi. Oltre svegliarmi ogni mattina e sentirmi morto intendo. Realizzare che ho visto troppi telefilm, letto troppi romanzi, seguito troppe pagine Instagram. Realizzare che la cultura è inutile, dannosa, nociva. La condivisione è solo spacchio. La finzione è manipolatrice. Perché le anime gentili come me, ingenue e infantili, non capiscono mai la differenza. E poi pretendono che la loro vita sia così.
  • The hammer song - Nick Cave & the Bad Seeds (The good son, 1990) Patetici e patinati. Vi odio, vi odio tutti. Perché non posso essere come voi. Vi odio perché siete come me ma meglio di me. Perché voi ce l'avete fatta, morendo e prendendoci per il culo. Siete sopravvissuti alle vostre stesse macerie e adesso andate in giro a vantarvene. E io invece no. Io invece ne morirò e basta, e nessuno neanche se ne accorgerà.

domenica 31 marzo 2019

Week 08-09-10-11-12-13/2019


  • 30 - Virginiana Miller (La verità sul tennis, 2003) Allora, sono mancato sei settimane, lo so, e col cazzo che me ne scuso. Tanto nessuno si sarà accorto di niente. E poi, in effetti, a parte che io, Giulietta e Francesca siamo più vecchi di sei settimane, non è successo proprio niente. Ok, un balordo viaggio in Sicilia, un precoce tuffo in mare, qualche libro acquistato. Ma a parte questo, proprio niente. Infatti, nonostante siano usciti un catafottio di album nuovi e importanti (fra tutti nuovo La Governante, esordio Fabulous Sheep e The Claque, nuovo degli stessi Virginiana Miller) niente è cambiato nella mia playlist. C'è ancora, per esempio, questo album dei Virginiana Miller, quello che due mesi fa avevo etichettato con c'è qualcosa che non mi fa impazzire, che gira in loop. E questa 30 è la mia canzone preferita, anche se se la gioca con Requiem per la Rai, Aerosol e Telefilm... insomma, un gran bell'album, difficile da togliere dalla playlist anche dopo otto settimane di ascolti continui.
  • Jolt awake - TOY (Happy in the hollow, 2019) Ho sempre cercato di mantenere questo mio spazio lontano da recensioni tecniche e ragionate e di renderlo più simile alla caricatura di un'ospedale psichiatrico per amanti della musica pop, riempierlo di deliri narcisistici e faziosi, aneddoti infantili, prese di posizioni totalmente inopportune, inadatte, fuori luogo. Ma adesso che mi ritrovo fra le meningi un'idea più che concreta di questo quarto album dei TOY, come posso prendere la cosa alla leggera? Come posso ancora scherzare quando su tutto ciò che credevo si è abbattuta una tempesta con tanto di gocce fatte di merda? Perchè è di questo che sono fatte le canzoni di questo nuovo album dei TOY: pura merda. E l'unico motivo per il quale vi ho linkato questa Jolt awake, è perchè è l'unica che si salva. Niente pura luce, niente speranza, niente ottimismo per il futuro. È solo l'unica canzone decente dell'intero album. A meno che, ovviamente, non vi piacciano canzonette innocue già sentite decine di volte nel corso dei passati secoli... 
  • On a sunday morning - Dead Vibrations (Dead Vibrations, 2019) E ora, pensiamo al futuro. E lo so che a volte il futuro può portare al passato, ma qui in realtà è più un futuro che allude al passato, ammicca, richiama, rimanda e trascina al passato, ma che è pur sempre futuro. Ok, c'ho provato. Niente di originale, niente di eclatante, ma questi Dead Vibrations sono il mio futuro, credo, e anche se non originali sono proprio bravi. Basta sentire questa On a sunday morning, allusivamente velvetundergroundiana, per godere di un gran bel momento di rock fatto da un riff accattivante spalmato su un tappeto shoegaze. Niente di orginale, dunque, lo abbiamo detto, ma ho già specificato altre volte che è questo che mi piace nel rock, e sarà sempre questo a farmi vibrare, anche da morto. Fatevene una ragione.

domenica 4 marzo 2018

Week 09/2018 - non so perché la formattazione ancora non funziona bene...

  • A pure person - Lim Giong (Millennium mambo OST, 2008) Per farsi un'idea del lavoro di questo tipo taiwanese, non c'è niente di meglio di dare un'occhiata ai commenti youTube sul video di questo brano: 去年在台北電影節的某一段介紹片中聽到這首配樂,前奏一出來馬上就被吸引了,當下以為是哪首新歌,結果找了之後才發現是距今14年前林強的作品,立馬覺得所謂音樂跨時代的渲染力就是這樣吧,致上無盡的敬意, 任何電影只要一配上林強的配樂,我都私心先加到80分以上..., 剛從兄弟本色連接到這 真是洗滌我的耳朵..., 春夏大秀特別選用林強在電影《千禧曼波》的開場配樂《A Pure Person》,當時舒淇一邊抽著菸,灑脫大步走在基隆天橋下,搭配林強的電子襯樂,還有他自在呢喃哼唱,這一幕開場成為全片經典 經典永遠跨時代, 林強大概是台灣樂壇少數能急流勇退的歌手 轉幕後工作的音樂人, ME GUSTO MUCHO SORA AOI ADALAH ME GUSTA MUCHO TU ACTUACIÓN DIOS TE BENDIGA AMOR TE QUIERO. GOD IS LOVE, 林強是台灣樂曲界的天才級創作者 他的音樂超越時空 還得過國際大獎肯定 目前退居幕後 在盡情音樂之餘也沉浸佛道 今天他已茹素 對於他走上修行之路 我不會感到意外 因為 從他的音樂質感與素養就可以感覺得出來他不是一個普通人. Interessante, no?
  • Pablo & Andrea - Yo La Tengo (Electr-o-pura, 1995) Potrei fare lo stesso per questo brano dei miei amati Yo La Tengo, ma sarebbe inutile, si sa come siamo noi fan di YLT, tutto un farsi pompini a vicenda... quindi, l'invito è a farvene un'idea da soli: alzate bene bene il volume dello stereo, premete play, mettetevi comodi e aspettate il decollo. Quando tornate, poi mi dite...
  • Teenage kicks - Undertones (Teenage kicks EP, 1978) In questo periodo gira spesso sul mio piatto il secondo album degli Undertones Hypnotised, ma da ieri mattina, non so perché, non riesco a smettere di mettere e rimettere in loop forsennato questo loro brano di esordio, uscito nell'ottobre 1978, cioè nello stesso momento in cui tecnicamente sono uscito anche io. Chissà cosa pensa Giulietta quando vede un vecchio di quarant'anni, il sabato mattina, ancora in vestaglia e con la barba lunga, esaltarsi per quattro note ribelli suonate da quattro idioti... chissà cosa pensa Giulietta che sia successo di cosi strano nell'universo in quell'ottobre di quarant'anni fa. Chissà cosa pensa Giulietta di questi maledetti sogni giovanili, cosi difficili da distruggere...

mercoledì 1 marzo 2017

Week 7-8-9/17 - Davvero, non so cosa sia successo. Devo essermi addormentato.


  • Bill Murray - Décibelles (Pedro Jolo, 2011) Tootsie, Ghostbusters, La piccola bottega degli orrori, SOS fantasmi, Ghostbuster II, Tutte le manie di Bob, Ricomincio da capo, Lo sbirro, il boss e la bionda, Ed Wood, Rushmore, I Tenenbaum, Lost in translation, Coffee and cigarettes, Il treno per Darjeeling, Grand Budapest Hotel e voi pensavate davvero che c'è un gruppo che fa una canzone che si chiama Bill Murray e io non gli dedicavo neanche una riga? Ma dai...
  • Ballerina in the rain - Fufanu (Few more days to go, 2015) Ah, che giusto successo interplanetario sarebbe stata questa fantastica canzone dei Fufanu se solo fosse uscita in tempo, diciamo un 35 anni fa...
  • Kiss kiss kiss - John Lennon (Double fantasy, 1980) Kiss kiss kiss è la seconda traccia di Double Fantasy, di cui possiedo un rovinassimo vinile in ascolto proprio in questo periodo, e devo ammettere che in essa ci sono una serie di cose che mi irritano da morire: la voce di Yoko Ono, ma forse solo quando saltella su quel Kiss Kiss Kiss; la bellezza della musica cosi distante dalla bellezza tipica di Lennon; gli orgasmi nipponici che si sentono alla fine; il poterla collocare temporalmente senza nessuna sbavatura; il battito di mani simulato qua e la. Ecco, tutto questo mi irrita da morire ad ogni rovinassimo ascolto, tutto questo ma soprattuto il tempo che sta rubando ad ascolti più violenti e più desiderabili di cui in questo periodo ho una fame insaziabile.

domenica 6 marzo 2016

Week 09/16


  • You don't care about us - Placebo (Without you I'm nothing, 1998) Ci sono di quelle settimane in cui il futuro e il presente sono difficili da affrontare. Ci sono di quelle settimane in cui viene difficile anche alzarsi dal letto, o fare un sorriso, o fare finta che sia tutto a posto. Ci sono quelle settimane in cui la cosa migliore da fare è cercare rifugio nel passato, così confortevole, così sicuro, così difficile che te la metta nel culo anche lui.
  • Paralyzer - Suuns (Hold/still, 2016) E meno male che qualche ragione per affrontare con fiducia settimane come questa si trova sempre. In questo caso è il nuovo e cattivo singolo dei Suuns. Devo ammettere che ricorda troppo i Massive Attack di quasi vent'anni fa, ma sapete come sono fatto io, faccio finta di niente, alzo le spalle e vado avanti come un mulo.

domenica 1 marzo 2015

Week 09/15


  • A new wave - Sleater-Kinney (No cities to love, 2015) Ci sarebbero innumerevoli motivi per amare questa canzone, dal vortice delle chitarre al ritornello sbarazzino '90s passando pure per la voce femminile che da sempre adoro e sostengo ma, la verità, è che io ho un debole, molto, molto, molto debole per Tina, per quesi disgraziati dei suoi fratelli, per suo padre Bob e, soprattutto, per quei suoi magnifici burger che ogni domeni sera, per anni, stravaccato sul mio divano in preda alla più atroce della fame chimica, ho desiderato e bramato inutilmente in quantità più che industrali.
  • To hell with poverty - Gang of Four (Singolo, 1981) Quando fra quarantanni ripenserò a questo primo e difficile periodo in Francia, con questa lingua delicata in cui tutti mi si rivolgono, con tutte le macchine che si fermano per farmi attraversare, con questi assurdi autobus che arrivano sempre puntuali, dicevo, quando fra quarantanni ripenserò a tutto questo, spero ricorderò anche che, a farmi compagnia nelle serate solitarie e nelle notti insonni, ci sono stati anche i Gang of Four con questo orribile (di qualità audio) live che non so neanche dove ho pescato poi...
  • (What's the story) Morning glory? - Oasis ((What's the story) Morning glory?, 1995) Avete presente quegli idioti che vanno a correre con il walkmen alle orecchie e sempre, sempre la colonna sonora di Rocky in loop per darsi la carica? Beh, io non vado a correre, preferisco altri metodi per tenermi in forma, ma quando ci sono giornate come questa in cui anche io ho bisogno della mia personalissima scarica di adrenalina, come un cane fedele torno a ripetizione su Morning Glory. Come ormai potete facilmente immaginare, sparata ad un adeguatissimo livello sonoro.

sabato 1 marzo 2014

Week 09/14

  • Massimo Pezzali - Smegma Bovary (Smegma Bovary, 2014) Avete presente quando qualcuno, dalle pagine di una fanzine o da i bit di un blog, starnazza forte forte che era ora che qualcuno dicesse una particolare verità su qualcuno o qualcosa, e poi alla fine è ovvio che quel qualcuno altro non era che lui medesimo? Ecco, vorrei tanto oggi potermi auto-spompinare in si maniera,  ma purtroppo non sono io la fichissima voce che ha avuto il coraggio di urlare al mondo intero quanto è stata fondamentale per tutti noi quasi quarantenni l'avventura sonica di Max Pezzali e dei suoi repettiani solidali. No, non sono stato io, purtroppo. E' stato il magnifico e arraffone Smegma Bovary.
  • Azzurro - Adriano Celentano (Azzurro, 1968) Lasciamo perdere, oppure no, che nel 1968 in Inghilterra avevano in classifica i Pretty Things e noi avevamo Adriano Celentano. Lasciamo perdere, oppure no, che Adriano Celentano a circa cento anni è ancora li, sorridente, a sbucare dagli schermi domestici perennemente accesi delle case italiane. E lasciamo pure perdere, oppure no, che fra finzione cinematografica e vita reale lo scimmiesco Adriano Celentano si sia incredibilmente sbaciucchiato tutte le bellezze italiane. Lasciamo perdere tutto questo, daccordo, ma nonostante tutti gli sforzi per autoconvincermi, resta la sconsolante delusione di dover cantare Azzurro, in stile karaoke o lip dub, anche venti volte in un'ora solo per far calmare la mia piccola Giulietta. E quando sarà grande, poi, chi glielo spiegherà? Lasciamo perdere, va...
  • Canapa - Punkreas (Falso, 2002) Che poi, ogni tanto, provo a cantarle anche questa e altre canzoni simili, magari più vicine al mio stile di vita e alla mia storia, ma ogni volta il mio cervello si inceppa poco dopo le prime strofe e non riesco più ad andare avanti. Ed è in questi momenti che realizzo, rabbrividendo, quanto impegnativo sarà educare la mia piccola Giulietta: un continuo e sfiancante slalom fra le ipocrisie e le contraddizioni del mio stile di vita da borghesuccio isterico, nella speranza che fra quindici - sedici anni possa non essere per lei soltanto quel cretino e giurassico di mio padre...