domenica 5 maggio 2019

Week 16-17-18/2019

  • Gotta get up - Harry Nilsson (Nilsson Schmilsson, 1971) Allora, vado dritto al punto: durante la fase di discesa in aereo su Marsiglia, di ritorno da una spensierata fuga a Porto, è successo qualcosa al mio orecchio: prima un dolore lancinante, poi come un tappo poggiato sulle orecchie, infine una sensazione di chiusura, occlusione, movimento, spostamento e altro. E, a distanza di dieci giorni, è tutto ancora così, accompagnato però da mal di testa, nausea e, sopratutto, un interminabile fischio. Ogni volta che deglutisco sento cose muoversi a partire dalla gola fin su al cervello, e ogni volta che soffio il naso è come se qualcuno mi infilasse due dita nelle orecchie, una per lato. Ma la cosa peggiore non è questo, of course. La cosa peggiore è che a causa dell'acufene non riesco più a dormire, a parlare, ascoltare musica, leggere, scrivere e tutto ciò che comporti un minimo di concentrazione. Nell'attesa che tutto passi, che sia con dei farmaci, un colpo di karate o con un cappio auto-infilato attorno al collo, l'unica cosa che posso fare per rilassarmi è vedere stupide serie tv che al contempo coprono il fischio e mi intrattengono. Ecco, ora sapete come stanno le cose. Ed ecco, questa canzone fa da colonna sonora al bello, ma non bellissimo, Russian doll. 
  • I'm gonna be (500 miles) - The Proclaimers (Sunshine on leith, 1988) Che poi, a dirla tutta, è già da tre anni che convivo con l'acufene. Mi trovavo in vacanza nel maggio 2016 e appena sveglio dopo una dormita di un paio d'ore, che doveva essere l'anticamera di un rilassato pomeriggio catanese, ecco l'inizio dell'incubo. Questo ronzio che provo prima a identificare, viene da fuori la finestra, viene dai tibi nel muro, viene dall'armadio, dio santo si, forse viene dall'armadio. E invece no, veniva dalla mia testa. E ricordo che mi sono alzato, immagino bianco come un fantasma, e sono andato da Francesca. L'ho guardata, probabilmente aveva Lilli in braccio, e le ho detto: ma io ho troppo un fischio nell'orecchio. Così, con quel ma all'inizio che non c'entrava niente e quella costruzione sghemba. How I met your mother lo vedevo quando ero giovane e spensierato, ma ci sono troppe puntate e troppe serie per averlo visto tutto. Per cui, ecco un'altra serie che mi sta facendo compagnia ultimamente.
  • The seduction of Kansas - Priest (The seduction of Kansas, 2019) Da li è iniziato il calvario. Visite mediche, medici supericiali (è normale, alla tua età, disse il primo. A futtiri!, disse il secondo), cure con medicinali, sophrologa, chi diceva la sua, chi diceva quello che leggeva, applicazioni sul telefonino per coprire, almeno la notte, quell'orchestra che avevo nelle orecchie, mi sono anche fatto scippare i denti del giudizio. Non è servito a niente. Per cui, poi, alla fine, è successo che mi ci sono abituato. Come ci si abitua a tutto. Ma questo che sto vivendo ora, è diverso. Questo, è un delirio. Ma lo supererò, ne sono sicuro. Fosse solo per Francesca e per Giulietta, ma anche per tutta la musica stupenda che dovrò ancora ascoltare fino a quando non schiatterò. Tipo questa.

domenica 14 aprile 2019

Week 15/2019

  • Dispetto - Virginiana Miller (Fuochi fatui d'artificio, 2005) Nonostante conosca questa canzone dei Virginiana Miller a memoria, essendo fra le mie preferite sennonché fra le prime mai ascoltate, non mi ero mai accorto di quanto potente fosse il testo, a livello evocativo. E la frase "Non me ne andrò dai piedi del tuo letto" non è solo una frase. È un intero romanzo. Un film. Un quadro romantico. È arte, in poche parole. No, è arte in poche parole.
  • Get lucky - Daft Punk (Random access memories, 2013) Quest'album non so di preciso come è entrato in playlist, ma so che pur essendo bello, non è che mi faccia impazzire. Questa canzone invece si, eccome se mi fa impazzire... mi ha sempre fatto impazzire, anche quando non esisteva...
  • If I ever feel better - Phoenix (United, 2000) Anche questo non sono sicuro di come sia finito in playlist, ma sono sicuro che non ci resterà ancora per molto. Questa canzone però si, so come c'è finita in playlist, eccome se lo so... c'è sempre stata, anche quando non esisteva...

domenica 7 aprile 2019

Week 14/2019

  • Jeremy Parker - Swirlies (Blonder tongue audio baton, 1992) Ecco chi altro c'è ancora in playlist dopo mesi e mesi... questa canzone, sparata a volume adeguato, è sufficiente come spiegazione del mio amore verso il rumore più sontuoso, nonché per l'etichetta appiccicata agli Swirlies come miglior gruppo noise dopo i Sonic Youth (etichetta che comunque io non sono sicuro di condividere). Comunque, in questo maestoso brano c'è tutto, c'è la chitarra dei Ride, c'è la voce di Bilinda, c'è il silenzio carico di tensione di Moore & Ranaldo, ma soprattutto c'è la bislacca sensazione che non siano stati gli Swirlies a prendere tutto ciò dai suddetti artisti, ma i suddetti artisti a prendere tutto ciò da questa immensa canzone.
  • Fascinator - HTRK (Marry me tonight, 2009) Sempre dalla mia playlist cristallizzata nel tempo, ecco un'altra perla che mi impedisce di buttarmi alle spalle l'album d'esordio degli HTRK. Indubbiamente è la voce di lei che si insinua sotto pelle, stanca, trascinata, altrove, così come la chitarra conforta ricordando roba già nota, anche se inedintificabile, ma è il basso, soprattutto se avete un Marantz accoppiato a delle Opal da 110w e 93 db, che vi sconvolge lo stomaco e il cervello. Quindi, il consgilio, prima di suonare questo brano, è compratevi un bel Marantz e delle casse Opal da 110w e 93db. Non offendeteli con altro.
  • In un palmo di mano - La Governante (Italian beauty, 2019) Questo invece è appena entrato in playlist e non è che ci abbia ancora preso molta confidenza. Ma questa canzone è proprio bella, con il solito sapore siciliano sparso qua e la, ma con aspirazioni internazionali e, perché no, da classifica. E con una chitarra isterica che spunta qua e la quando meno ce lo si aspetta, che è difficile da sottovalutare e da dimenticare. E con quella coda preregistrata che non so da dove venga ne come ci entri nel contesto, ma che non può non far sorridere. Ah, e poi, senza nulla togliere alla canzone in oggetto, ogni volta che l'ascolto su YouTube, non avendo ancora l'album fisico, subito dopo parte Corinne dei Metronomy. E questa associazione, per lei, per la canzone, è una gran botta di culo...

domenica 31 marzo 2019

Week 08-09-10-11-12-13/2019


  • 30 - Virginiana Miller (La verità sul tennis, 2003) Allora, sono mancato sei settimane, lo so, e col cazzo che me ne scuso. Tanto nessuno si sarà accorto di niente. E poi, in effetti, a parte che io, Giulietta e Francesca siamo più vecchi di sei settimane, non è successo proprio niente. Ok, un balordo viaggio in Sicilia, un precoce tuffo in mare, qualche libro acquistato. Ma a parte questo, proprio niente. Infatti, nonostante siano usciti un catafottio di album nuovi e importanti (fra tutti nuovo La Governante, esordio Fabulous Sheep e The Claque, nuovo degli stessi Virginiana Miller) niente è cambiato nella mia playlist. C'è ancora, per esempio, questo album dei Virginiana Miller, quello che due mesi fa avevo etichettato con c'è qualcosa che non mi fa impazzire, che gira in loop. E questa 30 è la mia canzone preferita, anche se se la gioca con Requiem per la Rai, Aerosol e Telefilm... insomma, un gran bell'album, difficile da togliere dalla playlist anche dopo otto settimane di ascolti continui.
  • Jolt awake - TOY (Happy in the hollow, 2019) Ho sempre cercato di mantenere questo mio spazio lontano da recensioni tecniche e ragionate e di renderlo più simile alla caricatura di un'ospedale psichiatrico per amanti della musica pop, riempierlo di deliri narcisistici e faziosi, aneddoti infantili, prese di posizioni totalmente inopportune, inadatte, fuori luogo. Ma adesso che mi ritrovo fra le meningi un'idea più che concreta di questo quarto album dei TOY, come posso prendere la cosa alla leggera? Come posso ancora scherzare quando su tutto ciò che credevo si è abbattuta una tempesta con tanto di gocce fatte di merda? Perchè è di questo che sono fatte le canzoni di questo nuovo album dei TOY: pura merda. E l'unico motivo per il quale vi ho linkato questa Jolt awake, è perchè è l'unica che si salva. Niente pura luce, niente speranza, niente ottimismo per il futuro. È solo l'unica canzone decente dell'intero album. A meno che, ovviamente, non vi piacciano canzonette innocue già sentite decine di volte nel corso dei passati secoli... 
  • On a sunday morning - Dead Vibrations (Dead Vibrations, 2019) E ora, pensiamo al futuro. E lo so che a volte il futuro può portare al passato, ma qui in realtà è più un futuro che allude al passato, ammicca, richiama, rimanda e trascina al passato, ma che è pur sempre futuro. Ok, c'ho provato. Niente di originale, niente di eclatante, ma questi Dead Vibrations sono il mio futuro, credo, e anche se non originali sono proprio bravi. Basta sentire questa On a sunday morning, allusivamente velvetundergroundiana, per godere di un gran bel momento di rock fatto da un riff accattivante spalmato su un tappeto shoegaze. Niente di orginale, dunque, lo abbiamo detto, ma ho già specificato altre volte che è questo che mi piace nel rock, e sarà sempre questo a farmi vibrare, anche da morto. Fatevene una ragione.

domenica 17 febbraio 2019

Week 07/2019

  • Un'altra sigla per Harlock - Virginiana Miller (La verità sul tennis, 2003) Come al solito, ero io a straparlare. Come al solito, non avevo capito la portata dell'album con cui avevo a che fare. Come al solito, ecco un altro capolavoro dei Virginiana Miller.
  • Energy - TOY (Happy in the hollow, 2019) Ecco, dopo aver brillantemente e autosufficientemente risolto il problema della velocità del piatto vinile, posso cominciare a gustarmi bene il nuovo lavoro dei TOY. E quindi ecco, che dire ora? Ascoltate 'sta canzone per esempio... vi piace? A me non tanto. Ma visti i miei precedenti (vedere Virginiana Miller) non voglio sbilanciarmi. E poi oggi c'ho fretta. Per cui, boh, l'album è in heavy rotation chez moi, quindi è solo questione di poco, per la prossima settimana saprò darvi il mio parere (forse) definitivo.

lunedì 11 febbraio 2019

Week 06/2019


  • More than this - Roxy Music (Avalon, 1982) È strano che in sei anni quasi di esistenza di questo inutile blog abbia parlato di Pandabell, della mia cassa bluetooth JBL, di mio cugino, di Francesca e Giulietta, di colleghi, treni, aerei e sogni ma mai, dico mai, abbia neanche accennato a Technibell, il mio fedele compatto Technics acquistato con uno dei primi stipendi nel lontano 1999 (se, 20 anni fa, se...) e su cui ho suonato praticamente qualsiasi cd mi sia passato fra le mani (tranne Pop degli U2, Grace di Jeff Buckley e Pearl di Janis Joplin), qualsiasi vinile e buona parte delle cassette... è come un fratello per me, un amico, un feticcio, un oggetto che fu del desiderio (tenni appesa alla parete per anni la pagina strappata da un giornale da sala d'aspetto del dentista con la pubblicità) e che poi divenne realtà ma che ora, eh si, è questo il punto, si appresta a divenire passato. Sarà l'Alzheimer degli impianti, sarà depressione senile dell'elettronica, ma comincia a dare i numeri... sapendo di non trovare mai più un tipo come lui (bello da vedere, con le sue lucette blu, suono potente, cavetti paralleli di collegamento fra i componenti semi-indipendenti) ho deciso di passare a un altro livello, non per forza superiore (si lo è) ma di sicuro diverso, più dispendioso, più ingombrante, più nero... insomma, per farla breve, brevissima, venerdì mi sono appropriato di un ampli Marantz pm5004 che mi terrà compagnia per i prossimi (20?) anni e che presto sarà affiancato da un lettore cd altrettanto nero e altrettanto Marantz e un paio di casse Opal 609... scusate, sono emotivamente e fisicamente sfiancato. Finisco qui... ah, e la canzone dei Roxi Music? È dedicata al mio fedele Technics (amore eterno), ovvio, ma un po' anche al nuovo Marantz dai...
  • Sequence one - TOY (Happy in the hollow, 2019) E a proposito degli aspetti tecnici della vita, questa canzone che apre lo strambo e inidentificabile (ancora) nuovo album dei TOY, è quella che mi ha fatto scoprire che c'è qualcosa che non va con il piatto... diciamo che di default va troppo veloce e se cerco di spostare la cinghia va troppo lento... malavita, malavita, ve lo dico io... mah, non vorrei essere costretto a cambiare anche il piatto, mannaggia, sarebbe proprio quella che noi rockfili definiamo una tagliata di faccia (ma che mi darebbe entusiasmo per i prossimi mesi)...
  • Rentboy - HTRK (Marry me tonight, 2009) Ho troppo male ovunque per spiegarvi perché mi piace sto pezzo, e poi ho sprecato già tutte le energie per la prima canzone, quindi, buonanotte... ascoltatela e basta... 

domenica 3 febbraio 2019

Week 4-5/2019

  • Contact - Froth (Outside (briefly), 2017) La prima volta che ho visto Giulietta, me lo ricordo bene, a livello emotivo. Ma c'è da dire che sapevo, a priori, che era un evento importante. Ma sapere cosa ho pensato due anni fa quando ho visto per la prima volta questo video, primo contatto con i Froth, mio attuale gruppo preferito categoria "vedremo", tanto da farmi decidere di mettere il relativo album nella lista "good" del mio account youTube, per poi mesi e mesi dopo aggiungerlo nella playlist di Spotify, per poi toglierlo immediatamente, dopo aver realizzato che si meritava l'acquisto, per lo meno, in cd, per poi diventare uno dei miei album preferiti del millennio... beh, ecco, questo è impossibile. Peccato, davvero peccato non avere una memoria emotiva così fine. Non che voglia paragonare i Froth a Giulietta, of course...
  • Pancake - Swirlies (Blonger tongue audio baton, 1992) Credo che esistano almeno tre versioni diverse di questa canzone degli Swirlies, due contenute nell'Ep Brokedick car (fra cui la magnifica e mia preferita chiamata House of pancake) e una in questo precedente album. Bizzarrie del rock, certo, quasi un tabù, pubblicare tre versioni diverse della stessa canzone, soprattuto su uscite ufficiali. Ma gli Swirlies, per definizione, forse anche per contratto, delle regole e dei tabù, se ne sono sempre fregati, grazie al cielo.
  • La verità sul tennis - Virginiana Miller (La verità sul tennis, 2003) Ecco, non è che quest'album sia brutto, no, però c'è qualcosa che non mi fa impazzire come invece succede con gli altri album dei Virginiana Miller anche se, lo ammetto questa è solo un'impressione dopo una manciata di ascolti. Sono sicuro che alla lunga, come sempre, quasi come fosse da contratto e definizione, saranno loro ad avere ragione...