- Altrove - Virginiana Miller (Gelaterie sconsacrate, 1995) Non me n'ero accorto finora, ma questo esordio di ben 23 anni fa dei Virginiana Miller mi fa pensare, nei suoni (sopratutto delle chitarre) e nell'atmosfere a due pezzi grossi del rock siciliano dello stesso periodo: i Flor (del terzo album soprattuto) e Kaballà (degli esordi). Questa canzone in particolare, poi, mi sembra proprio che abbia delle similitudini fortissime. Forse è l'aggettivo tirreniche, oppure la parola treni, non lo so, forse il titolo che rimanda a distanze inconcepibili che non sono solo di spazio ma anche, e soprattuto, di stati d'animo e mentale ma insomma, sta canzone, ecco, mi fa pensare alla Sicilia, tutto qui...
- Make it real - Suuns (Felt, 2018) Se dicessi che il percorso in studio dei Suuns è una delle cose più elettrizzanti della mia vita, chiunque oggi potrebbe dire che sia bugia.
- Translate - Suuns (Hold/still, 2016) Ma se dicessi che il percorso live dei Suuns è una delle cose più elettrizzanti della mia vita, beh, allora, nessuno, ne oggi ne mai, potrebbe dire che sia una bugia.
- Sweet release - Coral (Move through the dawn, 2018) Queste ultime due settimane sono state caratterizzate da eventi straordinari: un week end lungo a Paris, un precoce quanto violento quanto legittimo scampolo di estate provenzale che ha portato a temperature attorno ai 25 gradi, la Roma che rifila un 3 a 0 al Barcellona e si qualifica alle semifinali della Champions League, i vicini di casa che per ben due sere di fila hanno mantenuto il loro merdosissimo apparecchio televisivo a volumi decenti e poi, sommo gaudio, l'uscita del nuovo singolo dei Coral che anticipa l'album in arrivo fra qualche settimana. Poi, che la canzone in questione sia bellissima nonostante un po' scontata, beh, questo non ha proprio niente di straordinario...
- Andate tutti affanculo - Zen Circus (Andate tutti affanculo, 2009) Prima di imbattermi nel loro ultimo album (in heavy rotation al momento) questa era l'unica canzone dei Zen Circus che conoscevo. E non mi piaceva. Ma ora, grazie alle strofa "a chi critica, giudica, elogia, figli si troppo di madre noiosa. L'arte è pensiero che esce dal corpo, ne più ne meno come lo sterco", potrebbe quasi quasi diventare l'inno ufficiale di questo misero blog. Che fa, lo faccio?
- 1 2 3 get ride of me - Drive Blind (Be a vegetable, 1996) E a tal proposito, visto che sono un criticone senza speranze, uno spara sentenze, un fanfarone, un gradasso senza ritegno, un arrogante, piacione, ipocrita, sbruffone, un buffone che critica, giudica, elogia senza un minimo di comprensione di ciò che sia fare arte, ecco che torno come sempre sui miei passi e dico che si, Be a vegetable dei Drive Blind è, eccome se è, un eccellente album noise. C'è si qualcosa di piuttosto grunge, qua è la, nella struttura standard delle canzoni e nelle chitarre meno spregiudicate, ma cazzo se è un album noise di ottima fattura. Ottimo sterco fuoriuscito dal corpo!
- Catene - Zen Circus (Il fuoco in una stanza, 2018) Vi giuro che ho avuto i miei buoni motivi per sparire cosi per quattro settimane: estrazione di cinque denti del giudizio, vagabondaggio per le streets di Londra con Andrea, Pandabell che mi ha lasciato a piedi complicandomi la vita; ma vi giuro che ho altrettanti buoni motivi per tornare oggi come se niente fosse: questa canzone dei Zen Circus signori! Questa canzone dei Zen Circus e il suo bellissimo video!
- Hypnotised - Undertones (Hypnotised, 1980) Ecco un altro buon motivo per tornare fra queste pagine. Nonostante in qualche post precedente lo abbia paragonato a cose già sentite, facendo anche intendere di snobbarlo un po`, devo ammettere che quest'album degli Undertones è veramente una spanna più in alto rispetto alla roba a cui io stesso lo avevo già paragonato: Wire, Xtc, New York Dolls anche, Stranglers. Certo però, il discorso non vale se lo paragoniamo alle cose dei Kinks, Who e Pretty Things, per esempio. Quindi mi sto un attimo cazzoconfondendo, lo ammetto. Facciamo cosi. Diciamo che le cose degli Undertones stanno in mezzo alle cose di tutti questi elencati, ecco. Si, diciamo proprio che stanno in mezzo a tutti questi, si...
- Fear - Drive Blind (Be a vegetable, 1996) C'è stato un momento, un paio di estati fa, che a causa di questa canzone mi stavo per svenare, lanciandomi nell'acquisto di una ristampa deluxe di questo album ca-po-la-vo-ro del rock français che sarebbe Be a vegetable... meno male che non l'ho fatto! Fear infatti è un faux ami, uno specchietto per le allodole, una vera e propria mossa Kansas City! Messa li in prima fila fa credere all'ascoltatore di trovarsi al cospetto di un album noise di ottima fattura ma, lasciando posto alle tracce successive, scopriamo che l'ottima fattura resta, ok, ma i propizi segnali rumoristici si addomesticano subito subito in un noiosissimo grunge fotocopia dei grungisti più noiosi americani. Che noia! Per fortuna ai tempi, chissà per quale motivo poi, non feci l'incauto acquisto delegando a Spotify, solo recentemente, il compito di colmare questa lacuna. Beh, direi una trentina di euro risparmiati e la figura da nerd intellettuale post punk con la puzza sotto al naso assicurata! Ah, c'est la vie!
- L'uomo di paglia - Virginiana Miller (Gelaterie sconsacrate, 1995) Se dovessi dire di cosa parla questa canzone tratta dal primo album dei Virginiana Miller direi che parla di vergini immacolate, di campi, di sangue e uomini di paglia. Poi, come queste cose siano legate fra di loro, quello invece no, non saprei proprio dirlo. Mi dispiace, ma a un certo punto mi distraggo sempre e perdo il filo del discorso. Di cos'è che parla, dunque?
- My perfect cousin - Undertones (Hypnotised, 1980) Certo, dopo esser cresciuto a Beatles, Pretty Things, Kinks, Wire, Who, Stranglers e simili scoprire all'improvviso gli Undertones non è che mi faccia proprio saltare dal divano, strapparmi i capelli o pensare uh, che freschezza. Però si fanno ascoltare con piacere, questi nordirlandesi tanto amati da John Peel, e avere questo loro secondo album in vinile da un tocco abbastanza autentico a tutta la storia. Poi, che questa canzone in particolare, si chiami My perfect cousin, rende tutto ancora più piacevole. E per chi scrive e per chi frequenta queste pagine...
- That's what it takes - George Harrison (Cloud nine, 1987) E, approfittando dell'assenza a tempo indeterminato di mio cugino - alias my perfect cousin - da queste pagine, mi prendo il coraggio di ammettere che si, in questo periodo, per la serie "colmo lacune", ascolto questo bellissimo Cloud Nine di George Harrison, cioè il miglior Beatle post Beatles. Certo, non è un album invecchiato benissimo, la produzione è cosi anni '80 che neanche Cindy Lauper e Phil Collins potevano fare peggio. Ma la scrittura è immensa, l'esecuzione impeccabile, la verve briosa. Peccato davvero per quei capelli e quella camicia che George sfoggia in copertina. Sono persino più anni '80 dell'album intero.
- A pure person - Lim Giong (Millennium mambo OST, 2008) Per farsi un'idea del lavoro di questo tipo taiwanese, non c'è niente di meglio di dare un'occhiata ai commenti youTube sul video di questo brano: 去年在台北電影節的某一段介紹片中聽到這首配樂,前奏一出來馬上就被吸引了,當下以為是哪首新歌,結果找了之後才發現是距今14年前林強的作品,立馬覺得所謂音樂跨時代的渲染力就是這樣吧,致上無盡的敬意, 任何電影只要一配上林強的配樂,我都私心先加到80分以上..., 剛從兄弟本色連接到這 真是洗滌我的耳朵..., 春夏大秀特別選用林強在電影《千禧曼波》的開場配樂《A Pure Person》,當時舒淇一邊抽著菸,灑脫大步走在基隆天橋下,搭配林強的電子襯樂,還有他自在呢喃哼唱,這一幕開場成為全片經典 經典永遠跨時代, 林強大概是台灣樂壇少數能急流勇退的歌手 轉幕後工作的音樂人, ME GUSTO MUCHO SORA AOI ADALAH ME GUSTA MUCHO TU ACTUACIÓN DIOS TE BENDIGA AMOR TE QUIERO. GOD IS LOVE, 林強是台灣樂曲界的天才級創作者 他的音樂超越時空 還得過國際大獎肯定 目前退居幕後 在盡情音樂之餘也沉浸佛道 今天他已茹素 對於他走上修行之路 我不會感到意外 因為 從他的音樂質感與素養就可以感覺得出來他不是一個普通人. Interessante, no?
- Pablo & Andrea - Yo La Tengo (Electr-o-pura, 1995) Potrei fare lo stesso per questo brano dei miei amati Yo La Tengo, ma sarebbe inutile, si sa come siamo noi fan di YLT, tutto un farsi pompini a vicenda... quindi, l'invito è a farvene un'idea da soli: alzate bene bene il volume dello stereo, premete play, mettetevi comodi e aspettate il decollo. Quando tornate, poi mi dite...
- Teenage kicks - Undertones (Teenage kicks EP, 1978) In questo periodo gira spesso sul mio piatto il secondo album degli Undertones Hypnotised, ma da ieri mattina, non so perché, non riesco a smettere di mettere e rimettere in loop forsennato questo loro brano di esordio, uscito nell'ottobre 1978, cioè nello stesso momento in cui tecnicamente sono uscito anche io. Chissà cosa pensa Giulietta quando vede un vecchio di quarant'anni, il sabato mattina, ancora in vestaglia e con la barba lunga, esaltarsi per quattro note ribelli suonate da quattro idioti... chissà cosa pensa Giulietta che sia successo di cosi strano nell'universo in quell'ottobre di quarant'anni fa. Chissà cosa pensa Giulietta di questi maledetti sogni giovanili, cosi difficili da distruggere...
- Blue bird - Hope Sandoval & the Warm Inventions (Through the devil softly, 2009) La domanda è la stessa che di tanto in tanto mi pongo per altri artisti come Bob Dylan, Pink Floyd (no, forse per loro no), Queens (no, manco per loro in effetti), Rolling Stones, Kurt Vile, Marc De Marco, Tim Buckley, Hugo Race, Cesare Basile, Giorgio Canali, Cristina Donà, Bellini, Frank Zappa e Afghan Whigs, solo per citarne alcuni: se questa canzone è bellissima, come in effetti è, com'è che non mi piace?
- No pussy blues - Grinderman (Grinderman, 2007) Ultimamente Pandabell se ne sta parcheggiata in strada per giorni e giorni senza essere utilizzata. Non è un problema personale fra me e lei, è che qualche stronzo, quando l'ho re-immatricolata qui in France due anni fa, mi ha rilasciato la carte grise, cioè u librettu, con un clamoroso errore che è rimasto occulto a tutti, a me, a Francesca, a Giulietta e persino a Nick Cave e ai Grinderman al completo, fino a quando non mi sono trovato a passare la fantozziana pratica del control techniques, cioè a revisioni, con un tizio che a un certo punto mi ha guardato e, sventolando sto schifo di carte grise e puntandomi un dito contro, mi ha fatto: ah ah! Insomma, per farla breve, Pandabell parcheggiata in strada al freddo e al gelo e io costretto, in attesa della nuova fottuta carte grise, a utilizzare l'autobus per i lunghi tragitti casa lavoro lavoro casa. Noia mortale. Nessuno con cui parlare e leggere mi fa venire la nausea. Ma la cosa peggiore è che non posso ascoltare altro che quei rumori di sottofondo fatti da chiacchiere inutili fra adolescenti, suonerie di telefono, scricchiolii di corpi che si spostano impacciati, respiri affannosi, respiri complicati, respiri asmatici, respiri irregolari e poi musica di merda ovattata che esce dai auricolari, clacson impazziti e imprecazioni buttate qua e la. Ed è in questi lunghi momenti di sconcerto che mi rendo conto di quanto Nick Cave e Pandabell siano importanti per me. Si, si, è proprio in questi momenti...
- Corinne - Metronomy (The english riviera, 2011) "I've got my heart tied up, now with the boom and the bang, I'm not gonna fire you again"... cercavo una scusa per riproporre questa canzone a distanza di due anni e mezzo dalla prima volta che è apparsa in queste pagine e di non so quanti giusti ascolti a casa, in macchina, al lavoro e altrove ma non volevo metterla sul sentimentale, non volevo farvi sapere che questo pomeriggio sul divano con Giulietta l'abbiamo ascoltata tre quattro (cinque, per l'esattezza) volte di seguito scuotendo la testa e stringendo, entrambi, il labbro inferiore con i denti e quindi, insomma, faccio finta che per la prima volta sia rimasto colpito da questa strofa del ritornello con quei deliziosi boom e bang e so che capirete, so che capirete...
- When the sun hits - Slowdive (Souvlaki, 1993) Poi non lo so com'è successo, colpa dell'algoritmo immagino, ma in maniera del tutto autonoma youTube ha deciso di sparare in orbita quest'altro pezzo di me, che mi chiedo quanto ne sia finito in Giulietta, non ne capisco molto di DNA e procreazione in generale, ma so che anche in questo caso, ancora a distanza di due anni e mezzo dalla prima volta e migliaia di ascolti ovunque (e non so quanti tentativi di evangelizzazione), ho creduto giusto riproporre... avrei potuto prendere come scusa la mise di Rachel, che da sola vale la visione del video, ma la realtà è che a un certo punto Giulietta mi ha abbracciato e mi ha detto "ah ti piace sta canzone, ah!?!?!"...
- Decora - Yo La Tengo (Electr-o-pura, 1995) Adoro Yo La Tengo, lo sapete bene, e per me possono anche scoreggiare nel microfono e lo farebbero senz'altro meglio di chiunque altro tranne My Bloody Valentine, Girl Band, Sonic Youth, Dark Horses, Uzeda, Coral, TV on the Radio, Suuns, Day Ravies, Slowdive, Nick Cave, TOY, Public Image Limited, Afterhours secondo periodo, Beatles, Fazerdaze, Fufanu, Flor e non so come comportarmi con Depeche Mode e Paolo Conte, ma il punto è: in trent'anni di carriera, quante volte hanno fatto e rifatto e registrato e proposto e riproposto la stessa identica - per quanto sublime - canzone?