lunedì 24 agosto 2015

Week 33-34/15

  • Baby did a bad bad thing - Chris Isaak (Forever blue, 1995) Pochi giorni fa ho letto un libro, L'invenzione della madre di Marco Peano, che mi ha lasciato un po' perplesso, soprattutto perchè ne avevo sentito tanto parlare. In realtà, non c'è molto dentro: la trama è un po' scialba, come un po' scialbi sono i personaggi, e la forza narrativa è praticamante nulla. Dico, va bene, la mamma è la mamma e la morte è la morte, ok, ma la letteratura è la letteratura e ha delle regole, dei canoni, dei filtri: questo libro, che pare più che altro il diario di un ragazzotto un po' in ritardo sulle esperienze di vita, si basa solo su un soggetto furbetto che in Italia, paese buonista, non poteva certo essere trascurato. Per il resto, non c'è altro. Se invece della morte della madre in questo libro si fosse parlato di calcio, di musica o di politica non si sarebbero versate le stesse parole di elogio, ma sarebbe stato considerato per quello che probabilmente è: uno dei tanti esordi del tutto trascurabili di cui è sommerso il mercato editoriale italiano.
    Eppur tuttavia, c'è dentro queste pagine una cosa di buono: a un certo punto il narratore ha ricordato Eyes Wide Shut di Kubrik, nella cui colonna sonora appare questa canzone di Chris Isaac e nel cui video appare... dio, che ve lo dico a fare? Lasciate perdere il libro di Peano e guardatevi questo video! Quella donna, quella si che è arte!
  • Con un deca - 883 (Hanno ucciso l'uomo ragno, 1992) Sempre pochi giorni fa ho anche avuto un'incredibile illuminazione pop di squallidissimo livello che non ho avuto ancora neanche il coraggio di condividere con mio cugino: I Cani sono figli degli 883 del primo album, basta ascoltare questa canzone per rendersene conto: stessa ironia, stessa malinconia, stesso uso delle cose attuali! E in più, secondo me, da questa canzone Nicolo' Contessa ci ha preso anche il nome del suo gruppo. Basta ascoltare bene il testo. Uhm... e allora, dite? Chissenefrega dite? Niente, questa cosa degli 883 non me la perdonate proprio, eh?
  • Agatha - Bellini (Small Stones, 2005) Ma quanto, quanto era magnifico vivere in una citta' dove passeggiando rischiavi di incontrare musicisti locali famosi in tutto il mondo accompagnati magari da musicisti non locali altrettanto famosi in tutto il mondo? Ma quanto, quanto era magnifico vivere a Catania?

domenica 9 agosto 2015

Week 32/15

  • Where are you - Bongley Dead (4, 2015) Ho sempre avuto un debole per la sfacciataggine di chi, sfacciatamente, si auto-promuove (dare un'occhiata agli sfacciati commenti sul mio ultimo post) e se poi, sfacciatamente, nel video che auto-promuove, ci mette in bella vista uno sfacciato poster dei miei Sonic Youth, beh allora un posto d'onore sul mio sfacciato blog lo trova eccome! Sfacciati...
 
  • Bianconi Chansonnier - La Governante (La nouvelle stupèfiante, 2015) Ah poi, loro sono proprio campioni di sfacciataggine e auto-promozione. Quello che non capisco è com'è che non siano di già il piu' famoso e quotato e osannato gruppo post-qualcosa della penisola. Mah! Intanto, io me li godo in heavy-rotation sul mio stereo durante queste lunghe vacanze siciliane, e chissà che qualche copia in più non riesca a fargliela smerciare!
 
  • Blood - Algiers (Algiers, 2015) Anche questi sono in HR sul mio stereo vacanziero. Ma siccome, appunto, sono in vacanza, qua vi saluto e alla semaine prochaine!

sabato 1 agosto 2015

Week 31/15


  • Remains - Algiers (Algiers, 2015) Ieri sera, approfittando delle vacanze siciliane di moglie e figlia, ho deciso di dare una sistemata alla musica che si trova nel reparto da ascoltare. Alla fine: 12 vinili, 30 album digitali (cioè scaricati o copiati illegalmente), 17 cd, per un totale di 59 album da smaltire. Cazzo! Allora, mi sono detto: basta, non prendo più niente fino a quando non smaltisco almeno le cose più urgenti! Molto bene. Poi però, stamattina, mentre facevo la mia colazione da single, leggendo Noise e mangiando nutella e bevendo caffè nero, sono inciampato su questi Algiers, che avevo già notato si ma sottovalutato, e su una versione live di questa Remains. Quindi, contraddicendomi vergognosamente in meno di 12 ore, ho preso la lista delle cose da fare oggi e, al primo posto, ho scritto: andare centro comprare Algiers.
  • Hey Darling - Sleater-Kinney (No cities to love, 2015) Facciamo finta che loro non siano delle splendide ultra-quarantenni e che io non sia un tristissimo quasi quarantenne. Facciamo finta di non essere nel bel mezzo degli anni '10 del prossimo millennio ma nel bel mezzo degli anni '90 dello scorso millennio. Facciamo finta di essere in estate, magari, e magari sotto il palco al tramonto. Facciamo finta di non sapere che il tempo è un bastardo e che non a tutto c'è un rimedio. Facciamo finta di non saper ancora che tutto finisce. Quanto sarebbe fico, allora, saltare tutti sudati e contenti, mentre Carrie Brownstein lalleggia beata con i suoi begli occhi chiusi e le braccia sparate definitivamente verso il cielo?
  • Alison - Slowdive (Souvlaki, 1993) Per tornare al discorso di prima, della musica da smaltire, il dramma è quando viene quel momento in cui decidi di dover archiviare qualcosa. In questo caso è Souvlaki, che amavo già quindici anni fa, quando non lo avevo, e ho riamato da morire in questi mesi, dopo che una ristampa in cd mi è economicamente caduta fra le mani. Ma purtroppo ho 59 album da smaltire, e non posso dedicare ancora tempo ad un album che conosco a memoria anche perchè, come sempre dicevo prima, posso far finta a lungo di non essere nel bel mezzo degli anni '10 del prossimo millennio, ma non per sempre. Quindi, a malincuore, prendo il cd, lo metto nel reparto Musica Classica e aspetto una di quelle fredde domeniche provenzali quando Giulietta mi chiederà di mettere su qualcosa di bello, fra un panino con la nutella e un croissant caldo caldo, per lei, e un caffè nero, molto nero per me.

sabato 25 luglio 2015

Week 30/15 - una tripletta post - Zanne


  • Do you want to - Franz Ferdinand (You could have it so much better, 2005) Deprimente. Il concerto a Zanne dei FF è stato deprimente. E quando hanno suonato Do you want to e mi sono reso conto che sarebbe stato questo l'apice della performance, sapete cosa ho pensato? Ho pensato: deprimente. Proprio deprimente.
  • Straight - A Place To Bury Strangers (Transifixiation, 2015) Io, io che sono cresciuto a Velvet Underground e My Bloody Valentine, a Uzeda e Stooges. Io, che ho amato a primo ascolto i Jesus and Mary Chain e i Sonic Youth, che ho tutta la discografia orchestrale di Glenn Branca, che ho difeso Metal Machine Music contro tutto e tutti, io, proprio io, alla fine del concerto di questo gruppetto, ho esclamato schifato, ma che cazzo era tutto sto bordello?
  • I think I'm in love - Spiritualized (Ladies and gentlemen we are floating in the space, 1997) Nel bel mezzo di questa canzone, a metà del concerto degli Spiritualized, dopo aver confabulato con i miei vicini, nella fattispecie il buon Vetrano e il cattivo Patti, abbiamo stabilito che, semplicemente, c'è chi non ce la fa, e c'è chi ce la fa. Semplicemente.

mercoledì 15 luglio 2015

Week 29/15


  • The only one I know - Charlatans (Some Friendly, 1990) Stamattina mi alzo, sono in vacanza, fischietto, preparo valigie e caffè, gioco con Giulietta, mi taglio i capelli, scelgo singoli a caso e li metto sul piatto. Poi, proprio mentre suona a tutto volume questo vinile comprato a pochi spiccioli una vita fa, o forse sarebbe meglio dire una vita scorsa, ho esclemato: cazzo la tripletta della week 29!
  • It's on - Broncho (Just enough hip to be woman, 2013) E lo so che questo suono non è poi così originale, e che canzoni come queste potrebbero risultare tanto inutili quanto altre di cui ho già sparlato... ma io, un gruppo come Broncho, sinceramente, me lo porterei sull'isola deserta. E non in vinile o cd, ma proprio in carne e ossa!
  • You are the one - A Place To Bury Strangers (Whorship, 2012) La band più rumorosa del pianeta, dicono, e io che credevo di averla già sentita dal vivo la band più rumorosa del pianeta. Mah! Comunque, visto che li sentirò suonare fra pochi giorni a Zanne, e visto appunto che la pietra di paragone ce l'ho prioprio ficcata indelebilmente in testa, vi darò un resposnso nella tripletta della prossima settimana. E se non dovessi essere proprio convinto pazienza, significherà che dovrò ripassarmi qualcosa! 

sabato 11 luglio 2015

Week 28/15


  • Ong ong - Blur (The magic whip, 2015) Probabilmente la canzone più Brit pop che i Blur abbiano mai fatto. Probabilmente l'album più Brit pop che i Blur abbiano mai fatto. Il punto è: ce n'era proprio bisogno?
  • Panorama - Kent (Panorama, 2009) Questo, mi hanno detto, dovrebbe essere il Nick Cave francese, il Tom Waits di Lyon, il Lou Reed con la erre moscia. Questo, sempre mi hanno detto, dovrebbe essere il Capossela d'oltralpe, il Leonard Cohen francofono, il duca bianco colorato. Questo, almeno quello che mi hanno detto, è ciò che Kent dovrebbe essere.
  • Holy Dream - Sexy Mexican Maid (//, //) Questo è invece il mio nuovo gruppo locale preferito, quello da cui ricomincerò a costruire qualcosa qui ad Aix. E, qualsiasi cosa sarà questo qualcosa che riuscirò a contruire, vi giuro, e lo giuro anche a loro, che mi ricorderò sempre di loro, del primo concerto a cui ho assistito, della prima chiacchierata rock col mio assurdo francese!

domenica 5 luglio 2015

Week 27/15

  • Self - Suuns & Jerusalem In My Heart (Suuns & Jerusalem In My Heart, 2015) Ho atteso l'arrivo di questo album con trepidazione, essendo i Suuns uno dei miei tre gruppi preferiti del momento. Con un pò di emozione ho poi finalmente messo il disco sul giradischi e con un'improvviso moto di preoccupazione, peraltro naturale in casi come questi, ho poggiato la puntina sul vinile. La prime canzone è scivolata via così, aiutandomi a sciogliermi un pò. La seconda mi ha inchiodato il cervello al tavolino su cui prima avevo solo poggiati i piedi. La terza canzone, che poi è questa Seif, appena terminata non mi ha lasciato altro da pensare: i Suuns sono, indubbiamente, i nuovi Radiohead. Con tutti i pro e i contro del caso.
  • Price tag - Sleater-Kinney (No cities to love, 2015) Quando invece ho abbassato la puntina su questo vinile ho sentito gli stessi fantastici suoni, le stesse incredibili vibrazioni, la stessa magnifica energia che le Sleater-Kinney sprigionavano dieci anni fa, ai tempi del loro ultimo album. Solo che, questa cosa, non mi è piaciuta per niente. Dico, possibile che gli utlimi dieci anni siano passati solo per noi fan e non per loro tre?